lunedì 2 ottobre 2023

Cronisti dello Sport antico e moderno” è il tema del convegno che si terrà sabato prossimo 7 ottobre, presso la Sala “Dante” della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, in via Passionisti 3 a Caserta.

 Cronisti dello Sport antico e moderno” è il tema del convegno che si terrà sabato prossimo 7 ottobre, presso la Sala “Dante” della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, in via Passionisti 3 a Caserta.

La seconda tappa del convegno itinerante promosso da “Alexandria” - un’associazione no profit che opera sul territorio nazionale per lo sviluppo della cultura, dell’istruzione, dell’ambiente, del tempo libero e dello sport - inizierà alle 9.30.

Il convegno è patrocinato dal Coni, dell’Ussi (Unione Stampa Sportiva), del Panathlon, dell’Unvs (Unione Nazionale Veterani dello Sport e spazierà dall’antichità ai giorni nostri.

Dopo i saluti iniziali del presidente della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro Alberto Zaza d’Aulisio e del presidente regionale dell’Ussi Mario Zaccaria, sono previsti gli interventi di Enzo Pennone di Alexandria su “Pindaro alla reggia di Ierone”; dell’archeologo Gianluca Punzo su il caso «Phayllos di Kroton»; del fisico Edoardo Petagna  su “Il calcio è anche una questione di geometria e fisica”; di Salvatore Biazzo giornalista ex RAI su “Novantesimo minuto”; del filosofo Giancristiano Desiderio su  “ Il calcio: modello di vita antitotalitaria” del giornalista Raffaele Ciccarelli su “Il giornalismo sportivo come fonte storiografica”; del giornalista Lucio Bernardo su  “Caserta 1991: i sogni nel… canestro”; del presidente Panathlon Club di Caserta Terra di Lavoro Giuliano Petrungaro su “Passioni equestri”; del delegato provinciale Coni di Caserta Michele De Simone su “Motori in città” e del presidente della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro Alberto Zaza d'Aulisio su “Alberto Pinto, e lo stadio di Caserta”.

Il convegno sarà moderato dalla giornalista Barbara Baraldi, una successiva è prevista a Bergamo alla fine di ottobre.  

COSTITUZIONE DEL REGGIMENTO ADDESTRATIVO E SUPPORTI DELLA SCUOLA DI COMMISSARIATO

 COSTITUZIONE DEL REGGIMENTO ADDESTRATIVO E SUPPORTI DELLA SCUOLA DI COMMISSARIATO

 

Il Colonnello Marco PELLICCIONI assume il comando del neo costituito

Reggimento Addestrativo e Supporti

 

Maddaloni, 2 ottobre 2023. Questa mattina presso la caserma “Magrone” di Maddaloni (CE), alla presenza del Brigadier Generale Gianni SANZULLO, Comandante di Commissariato dell’Esercito, e di autorità militari e civili locali tra le quali il Sindaco di Caserta e Presidente dell'ANCI Campania, Avv. Carlo MARINO, si è tenuta la cerimonia di costituzione del Reggimento Addestrativo e Supporti della Scuola di Commissariato.

Il Comandante di Commissariato, nel suo intervento, ha evidenziato che  la costituzione del Reggimento addestrativo presso la Scuola di Commissariato, con l’insediamento del primo comandante, il colonnello Marco PELLICCIONI, costituisce un evento molto significativo, perché - in un momento di generalizzata tendenza alla razionalizzazione delle strutture per un migliore impiego delle risorse – dà la misura della considerazione e dell’importanza che sono riconosciute a questo Istituto.

Il Comandante della Scuola di Commissariato, Brig.Gen. Leonardo COLAVERO, nel suo discorso ha evidenziato che l’odierna cerimonia ha sancito l’elevazione di rango del dipendente Battaglione Addestrativo a Reggimento. In particolare, il Comandante della Scuola ha illustrato i delicati compiti che il neo costituito Reggimento dovrà assolvere: indirizzo e coordinamento delle varie attività finalizzate alla formazione fisica, morale e professionale del personale frequentatore dei corsi, nonché di supporto logistico e di mantenimento degli assetti dell’Ente.

La Scuola di Commissariato è un polo nazionale che opera alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito per il tramite del Comando di Commissariato, a valenza interforze e interagenzia, che svolge nei settori di competenza funzioni di studio, ricerca, sviluppo concettuale e tecnico e di formazione del personale.

 

La Scuola di Commissariato dipende dal Comando Logistico dell’Esercito per il tramite del Comando Commissariato

 

 

 

Grd. Sc. Grazia TEDESCO

 


          

SCUOLA DI COMMISSARIATO

Segreteria Capo di Stato Maggiore

Addetto alla Pubblica Informazione


OMISSIONE DI SOCCORSO: DENUNCIATI DUE GIOVANI A SEGUITO DI UN INCIDENTE STRADALE. RITIRATA LA PATENTE AL CONDUCENTE DELL’AUTO

 

OMISSIONE DI SOCCORSO: DENUNCIATI DUE GIOVANI A SEGUITO DI UN INCIDENTE STRADALE. RITIRATA LA PATENTE AL CONDUCENTE DELL’AUTO

 

La Polizia Municipale, guidata dal Comandante Luigi De Simone, è intervenuta in occasione di un incidente stradale avvenuto all’uscita del sottopasso “Carlo Vanvitelli” in direzione di viale Ellittico e che ha visto coinvolti un autoveicolo e un motociclo. Giunti sul posto, gli agenti hanno soccorso il conducente della motocicletta, risultato ferito a seguito del sinistro. L’uomo è stato subito trasportato in ospedale per le cure del caso, e ha ricevuto una prognosi di 15 giorni. Sul luogo dell’incidente non è stata rinvenuta l’auto che aveva tamponato il motociclista, il cui conducente si era dileguato subito dopo l’impatto.

La Polizia Municipale ha immediatamente avviato le indagini e, grazie alle dichiarazioni di un testimone e del ferito, si è riusciti a stabilire che il veicolo risultava essere a noleggio e di proprietà di una società con sede nella provincia di Caserta. Dopo gli accertamenti compiuti presso la società di noleggio, si è giunti all’identificazione dei due occupanti dell’autoveicolo. Il conducente è risultato essere un 22enne, mentre il passeggero un 24enne. Entrambi i giovani sono residenti a Maddaloni.

Una volta identificati, i due ragazzi sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria. Al conducente sono stati contestati i reati di omissione di soccorso e fuga (art. 189 cds), al passeggero il reato di omissione di soccorso (art. 593 c.p.). Al guidatore è stata ritirata la patente, inviata poi in Prefettura per la sospensione, che potrà arrivare fino a 5 anni. Inoltre sarà applicata la decurtazione di 10 punti dalla stessa patente.


Fonte comunicato stampa Comune Caserta

Un successo l’incontro promosso dal Rotary Club Caserta Luigi Vanvitelli con l’on. Cafiero de Raho

 

Un successo l’incontro promosso dal Rotary Club Caserta Luigi Vanvitelli con l’on. Cafiero de Raho

Ha riscosso un grande successo l’incontro promosso dal Club Caserta Luigi Vanvitelli con l’On. Federico Cafiero De Raho, già Procuratore Nazionale Antimafia, attualmente Deputato della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana nelle fila del Movimento 5 stelle.

La piacevole serata, ospitata lunedì 25 settembre presso l’Hotel dei Cavalieri, è stata aperta dal presidente Gianluca Parente che ha salutato e ringraziato i tanti ospiti presenti tra cui l’on. Agostino Santillo, l’on. regionale Giovanni Zannini, l’assessore comunale Enzo Battarra, l’assistente del Governatore Giuseppe Di Caprio, la presidente del Rotary Sessa Aurunca Marilina Cresce, don Stefano Giaquinto e i tanti soci. La parola è poi passata alla giornalista Beatrice Crisci che ha moderato l’evento introducendo il relatore dopo una breve presentazione.  

Davanti ad una interessata platea, l’ex Procuratore, accompagnato dalla consorte, il magistrato Paola Piccirillo, si è soffermato sull’attività di lotta alle mafie alla luce della sua nuova posizione di parlamentare e dei nuovi strumenti a disposizione.

L’ex Procuratore Antimafia, attualmente Vicepresidente della II Commissione (Giustizia) e Vicepresidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ha detto di avere accettato la candidatura a parlamentare per proseguire il suo impegno di tanti anni contro le mafie, per portare la sua esperienza in Parlamento, anche se, ha confessato: «Non è facile. È un lavoro complesso e difficile».

Nel suo intervento ha toccato diversi temi dalle mafie ai benefici penitenziari, dall’abuso di ufficio alla corruzione che blocca il Paese, alla scuola, importante antidoto per combattere le organizzazioni mafiose.

Delle mafie ha detto che sono sempre state sempre evolute, soprattutto quella di Casal di Principe che aveva un’organizzazione imprenditoriale incredibile e si muoveva con esponenti politici territoriali (si veda l’elevato numero di imprese edili presenti in questa località rispetto ad altri comuni). Oggi le mafie sono in accordo tra lor, svolgono affari insieme e da sempre si muovono in grandi settori economici.

Cafiero De Raho non poteva non soffermarsi sul traffico dei rifiuti, che ha fruttato ai clan una ricchezza di gran lunga maggiore anche rispetto al traffico di droga, grazie al fatto che prima i reati sui rifiuti si prescrivevano in tre anni, quindi questi soggetti potevano muoversi con facilità in grandi traffici di rifiuti provenienti soprattutto dal nord.  

«Ancora oggi – ha chiarito -  imprese espressione di organizzazioni criminali si muovono intorno al traffico di sostanze velenose con grandissimi risparmi; inoltre le mafie hanno messo da parte le armi e reinvestito i soldi in altre attività, soprattutto acquisendo attività economiche in crisi. Le mafie sono presenti ovunque, ma non si riconoscono perché il soggetto economico mafioso o della camorra paga le tasse, ma deve anche reinvestire il denaro sporco nei circuiti reali. Il sistema di segnalazione per operazioni sospette funziona, ma il canale utilizzato dalle mafie è quello delle criptovalute ma, in quel settore, bisogna ancora intervenire».

Come evidenziato dal parlamentare, il compito di un parlamentare è individuare leggi per scoraggiare queste operazioni e vigilare sulle criptovalute per controllare l’origine dei flussi finanziari, per rilevare operazioni mafiose, per dare indirizzi chiari per fare capire al cittadino cosa fare.

Più volte Cafiero De Raho ha ripetuto le parole onestà, correttezza e soprattutto regole: «Avere delle regole significa per le persone oneste muoversi senza difficoltà ed essere difese».

Ha riconosciuto che chi fa opposizione in Parlamento talvolta non viene ascoltato. Cafiero De Raho ha confessato di essere stato accusato di “avere una visone panmafiosa”, ma ricorda che da procuratore ha ascoltato tanti imprenditori in difficoltà. «Le mafie - ha detto - gioiscono che si liberalizzino determinati settori. Gli appalti hanno subìto modifiche e vengono frazionati e talvolta la scelta non è buona. Se c'è regola nella gestione degli appalti, la mafia non può intervenire: ad esempio il ponte Morandi è stato costruito secondo un sistema virtuoso di regole poste e rispettate durante l’intera esecuzione».

Un altro tema toccato nel suo intervento è stato quello dei benefici penitenziari concessi al mafioso che dimostra di non essere più “mafioso”. «È necessario accertare il ravvedimento del mafioso che deve dichiarare tutti i propri beni, ma – ha detto Cafiero De Raho - questi due presupposti non sono stati accolti».

Una stoccata è stata data anche all’eliminazione del reato di abuso di ufficio. L’Abuso di ufficio è di solito invocato da cittadini che vogliono evidenziare un abuso per difendersi. Ora i soggetti non hanno più difese: se ad esempio un soggetto si è visto escluso da un concorso, se non ha soldi non può più tutelarsi.

Non poteva mancare un riferimento all’importanza della scuola nel contrasto alle mafie. «Senza scuola non si combattono le mafie – ha chiosato – solo una scuola organizzata a tempo pieno che tenga in classe il bambino per gran parte del giorno può educarlo. Inoltre a scuola si deve parlare di mafia, bisogna far capire ai bambini che bisogna studiare e avere rispetto dell’altro e delle regole ». Il suo pensiero è andato a Caivano dove il bambino sta fuori casa tutto il giorno. Da qui un’altra frecciata: «La scuola non può essere accorpata ad un' altra. Non si possono perdere dirigenti, né scuole. Il risparmio sulla cultura non è risparmio».

Rivolgendosi a don Stefano ha ammesso che anche la Chiesa fa tanto dando da mangiare ai tanti poveri e un letto agli emarginati. Anche lo Stato deve fare di più. Tutti dobbiamo dare danaro alle casse dello Stato per pagare servizi e scuole. L’evasione fiscale è enorme. Occorrono più controlli a tappeto soprattutto per i professionisti. «Coloro che hanno di più – ha terminato il parlamentare - versino di più. Pagare le imposte significa partecipare da cittadini corretti alla nostra società».

La serata si è conclusa con una cena alla quale è stato presente anche il questore di Caserta, Andrea Grassi.

 

 

La Supplica d’ottobre e il Rosario per il Sinodo e per la pace

 

La Supplica d’ottobre e il Rosario

per il Sinodo e per la pace

 

È stato Monsignor Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, a presiedere stamane, prima domenica di ottobre, mese del Rosario, la Messa e la recita della Supplica sul sagrato del Santuario di Pompei. E mentre, a mezzogiorno, tutto il mondo elevava alla Madonna la celebre orazione composta dal Beato Bartolo Longo, Papa Francesco, nel recitare l’Angelus in Piazza San Pietro, ha esortato a pregare per i partecipanti al Sinodo dei Vescovi, che avrà inizio mercoledì 4 ottobre. Il Santo Padre ha chiesto inoltre di pregare, con il Santo Rosario, per la pace “in Ucraina e in tutte le terre ferite dalla guerra”. Proprio il tema della pace è stato centrale anche nell’omelia dell’Arcivescovo Baturi, che ha esortato a vivere il “noi” contro ogni esaltazione dell’“io”.

 

 

Una folla straordinaria ha gremito piazza Bartolo Longo, a Pompei, dove stamane, dinanzi al sagrato del Santuario, si è rinnovata la celebrazione della Supplica alla Beata Vergine del Santo Rosario, presieduta in quest’occasione da Monsignor Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, che ha presieduto la Santa Messa e, a mezzogiorno, la recita della celebre preghiera composta, nel 1883, dal Beato Fondatore Bartolo Longo. E, proprio nel momento in cui tutto il mondo elevava alla Madonna la sua invocazione, Papa Francesco, nel recitare l’Angelus in Piazza San Pietro, ha esortato a recitare il Santo Rosario con due intenzioni particolari di preghiera. «Oggi inizia il mese di ottobre, il mese del Rosario e delle missioni – ha detto il Santo Padre – esorto tutti a sperimentare la bellezza della preghiera del Rosario, contemplando con Maria i misteri di Cristo e invocando la sua intercessione per le necessità della Chiesa e del mondo. Preghiamo per la pace, in Ucraina e in tutte le terre ferite dalla guerra. Preghiamo per l’evangelizzazione dei popoli. E preghiamo per il Sinodo dei Vescovi, che in questo mese vivrà la prima Assemblea sul tema della sinodalità della Chiesa».

            Il mondo ha bisogno di Dio e di sua Madre. La Supplica diventa così strumento di affidamento alla Madonna. Lo ha spiegato, nell’omelia, l’Arcivescovo Baturi: «La Supplica (…), che unisce quasi il mondo intero davanti alla Beata Vergine Maria, riassume la verità della nostra condizione davanti al mistero di Dio: siamo mendicanti della misericordia, pellegrini dell’Eterno. Supplichiamo pietà». «La Supplica – ha proseguito – è proprio il movimento libero di chi si sente custodito nel cuore di Maria». E a Maria, con la Supplica, si chiede tra l’altro di intercedere «per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore». E il primo degli affanni, per l’umanità di oggi, è la drammatica mancanza di pace, l’idolatria dell’egoismo, l’insistenza di ragionare con “l’io” e mai col “noi”, l’odio che continua ad uccidere Cristo sulla croce. «Un cuore vuoto di sé – ha spiegato il Segretario generale della Cei – si lascia riempire da Cristo, si lascia dilatare dall’amore per accogliere ogni fratello e ogni sorella. Non è questa forse la più radicale contestazione della guerra, che nasce sempre dall’idolatria del “mio” contrapposto al “tuo”, dei “nostri” che fronteggiano gli “altri”? È sempre l’idolatria di sé stessi che genera la lite perché pretende di spiegare e piegare la realtà (cose e persone) su motivi e interessi limitati, rompendo la tensione all’armonia e all’unità. Non è più umano pensarsi dentro un “noi”? Non è più giusto cercare una verità capace di dar ragione del mio e del tuo, che possa essere riconosciuta nella vita e nel volto di ogni uomo? Nelle tante vittime della guerra e dell’odio rivive la croce di Cristo e noi supplichiamo che si manifesti con potenza d’amore la sua vittoria sulla morte e sull’odio».

La pace, per i credenti, è Cristo stesso. L’Arcivescovo Baturi, in conclusione, invoca «la Vergine Maria» perché «ci doni i sentimenti di Cristo per saper vivere “unanimi e concordi” con uno sguardo aperto alla valorizzazione di ogni sorella e di ogni fratello. Il Vangelo ci esorta a vivere e a lavorare da figli di un Padre che ama la vita e che ci desidera operatori di pace, promotori di vera amicizia. Lavorare nella vigna del Signore significa promuovere il bene e costruire la pace e la giustizia nella verità. Supplichiamo la Vergine “Regina di pace e di perdono”, mendichiamo la misericordia, invochiamo la pace. O Madre Santissima, veglia su tutti noi, donaci la forza e la dolcezza del tuo “sì”, accompagna le nostre Chiese nel Cammino sinodale, libera i cuori di tutte le persone dall’odio, guida il mondo intero verso la pace!».

            Monsignor Baturi è stato accolto nella Città mariana dall’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, che ha ricordato l’impegno del Santuario per l’evangelizzazione, la propagazione del Santo Rosario, la carità. Tutti strumenti di pace vissuti, a Pompei, nel carisma del Beato Bartolo Longo, “rilanciato” dall’Anno Giubilare Longhiano, iniziato il 1° ottobre 2022, un anno fa, per ricordare il primo arrivo del Fondatore nella Valle pompeiana. «“Chi propaga il Rosario è salvo!” – ha detto il Prelato – sono le parole che il Beato ha messo in pratica in tutta la sua lunga vita e ci sono state di guida nell’Anno Giubilare Longhiano, che stiamo per concludere, con la consapevolezza di dover far fruttare l’eredità lasciataci dal nostro Fondatore. Egli ci ha consegnato Pompei come un grande libro aperto con una splendida storia da rivivere e ancora di più da aggiornare. Una storia fondata su due capitoli essenziali, tra loro intrecciati, il Tempio della fede con il flusso continuo di pellegrini e il Tempio della carità con le Opere in favore della gioventù in difficoltà e dei poveri. Al centro di tutto: la preghiera del Rosario, di cui, con gli scritti e con l’intera sua opera, in particolare attraverso i Quindici Sabati, ha sviluppato l’anima cristologica e contemplativa. La carità gli ha poi suggerito di accogliere gli orfani, i figli e le figlie dei carcerati, e di costruire, attorno al Santuario, le opere sociali, quasi una corona di rose che ancora oggi, a distanza di 150 anni, raccontano alla Città e al mondo la bellezza dell’amore fraterno».

La Santa Messa è stata concelebrata da Monsignor Andrea Bellandi, Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno; Monsignor Mario Milano, Arcivescovo e Vescovo emerito di Aversa; Monsignor Gennaro Pascarella, Vescovo emerito di Pozzuoli e di Ischia; Monsignor Luigi Travaglino, Nunzio apostolico emerito nel Principato di Monaco.

Alle migliaia di fedeli, presenti sul sagrato della Basilica, si sono unite centinaia di migliaia di persone che hanno seguito il rito in televisione, sui rispettivi siti e sui social network, grazie alle emittenti Tv2000 e Canale 21. 

 

domenica 1 ottobre 2023

WEEK END AMARO PER LA CASERTA SPORTIVA: SCONFITTE PER PAPERDI’ E CASERTANA

 




 

Week end amaro per lo sport di Caserta, infatti la Juvecaserta targata Paperdì nel debutto nel campionato di serie B nazionale non è riuscita nell’impresa di espugnare il palasport di Desio, infatti gli uomini di coach Luise hanno segnato il passo sconfitti per 86 a 81, l’incontro in terra lombarda è iniziato con un minuto di raccoglimento per ricordare il giornalista casertano Marco Dongu. Questi i parziali 23-22 /41-37/ 64-50.   Brutta sconfitta per la Casertana che al Pinto è stata superata dal Catania per 0 a 4. Etnei in vantaggio con un rocambolesco gol di Chiricò che da metà campo impallina Venturi fuori posizione al 7’ del primo tempo e successivamente  poi doppietta di Samuel Di Carmine che porta i siciliani sullo 0 a 3 ed infine doppietta anche per Chiricò che fissa il risultato finale sul lo 0 a 4 per gli ospiti.

sabato 30 settembre 2023

2° INCONTRO PER IL CORSO DI FORMAZIONE PER OPERATORI DELLA PASTORALE DELLA SALUTE.

 


DIOCESI CASERTA –

2° INCONTRO PER IL CORSO DI FORMAZIONE

PER OPERATORI DELLA PASTORALE DELLA SALUTE.

 

Presso la Biblioteca Diocesana, organizzato dall’Ufficio Pastorale della Salute diretto da don Antonello Giannotti, si è tenuto il secondo incontro del corso di formazione per operatori della pastorale della salute che ha avuto come tematica “Perché soffrire? Il senso evangelico della sofferenza”  relatore il teologo don Edoardo Scognamiglio, che  dirige la rivista e il Centro Studi Francescani per il Dialogo interreligioso e le Culture a Maddaloni (Caserta) e la rivista di teologia «Asprenas». Don Edoardo è un teologo e filosofo: insegna Teologia dogmatica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (Napoli) e Dialogo interreligioso e Introduzione all’Islam presso la Pontificia Università Urbaniana (Città del Vaticano) è consultore del Santo Padre per il Pontificio Consiglio della Famiglia) ed è impegnato, da più di vent’anni, per il dialogo interreligioso ed ecumenico ed  tra i massimi esperti della poetica letteraria di Khalil Gibran. La disperazione è un sentimento umano comune, anche tra le grandi persone di fede, la fonte della disperazione è spesso rappresentata da situazioni di vita difficili, dal peccato o dalla lontananza da Dio.  Dio promette di essere vicino a coloro che sono disperati e sofferenti, con la fede in Dio possiamo avere speranza e gioia, anche nel mezzo di circostanze difficili. La disperazione ci spinge a concentrarci verso l'interno, mentre la fede ci consente di concentrarci verso l'alto, sulla potenza, sull'amore e sulla sovranità di Dio, in questo la Bibbia ci incoraggia a pregare, lodare, ringraziare e confidare in Dio per liberarci dalla disperazione. Poi don Edoardo ai numerosi partecipanti – ha evidenziato – come si parla di un “certo Gesù” nella letteratura, nell’arte, rivelando la bellezza della sua umanità e la capacità di compatire, ma poco s’afferma del suo essere Signore e Figlio di Dio. In Gesù si manifesta un “mondo altro”” (più umano e amabile) e una partecipazione piena al mistero di Dio che è un mistero di Vita e d’Amore. Il terzo incontro si svolgerà sabato 14 ottobre e avrà come tematica “Accompagnamento spirituale del malato e della famiglia”. L’operatore pastorale deve portare la compassione di Dio, il “limite” nella Bibbia non è un male ma una risorsa , non si salvano le anime – ha concluso padre Scognamiglio - si salvano le persone.