lunedì 4 novembre 2013

La difficile memoria Museo del Mare Napoli

Mercoledì 6 Novembre 2013 ore 16,30
alla presentazione, in collaborazione con l'"Istituto Campano Per La Storia Della Resistenza", del volume di
Francesco Soverina

La Resistenza nel Mezzogiorno
e le Quattro Giornate di Napoli
Dante & Descartes 2012
Oltre all’autore interverranno
· Aldo Masullo, già ordinario di Filosofia morale
· Guido D’Agostino, presidente dell'Istituto Campano per la storia della Resistenza, dell'Antifascismo e  dell'Età contemporanea, già ordinario di storia moderna
· Angela Procaccini, Vice presidente Associazione “Amici del Museo del Mare di Napoli”
Coordinano: Antonio Mussari, Direttore del Museo del Mare
Maria Antonietta Selvaggio, Università degli Studi di Salerno -

Museo del Mare di Napoli

Via di Pozzuoli, 5—Bagnoli / 80124 Napoli


Fonte: comunicato stampa

domenica 3 novembre 2013

Taekwondo: in migliaia a Caserta per i campionati nazionali

"Anche quest'anno la passione di chi promuove e si impegna per la diffusione del taekwondo a Caserta ha condotto in città centinaia di piccoli e grandi campioni e le loro famiglie. Migliaia di persone sono state coinvolte in un grande evento di sport e spettacolo". Lo dichiara il sindaco Pio Del Gaudio intervenuto al PalaMaggiò alle premiazioni dei campionati italiani senior e junior di taekwondo, incontrando e complimentandosi con il campione Mauro Sarmiento (classificatosi terzo alle Olimpiadi di Londra), il maestro Nicola Fusco, Stefano Mariano (presidente dell'associazione CasertaVille), accompagnato dal consigliere comunale Luigi Bologna e dal segretario generale della Federazione Italiana, Angelo Cito. 
Fonte: comunicato stampa

Effetti personali delle vittime della Shoah su eBay rimosse dal sito di vendite online

Effetti personali delle vittime della Shoah su eBay rimosse dal sito di vendite online

EBay, il più popolare sito di aste e vendite online, ha rimosso dai suoi cataloghi trenta effetti e cimeli relativi alla Shoah.
Tra di essi colpiscono particolarmente un polsino con la Stella di David, un paio di scarpe e uno spazzolino da denti che appartenevano alle vittime dei campi di concentramento, secondo un quotidiano britannico, che ha specificato che uno dei suoi giornalisti ha scoperto anche che sul sito venivano presentati indumenti come una divisa completa indossata da un panettiere polacco ucciso ad Auschwitz, proposto per  11.300 sterline, pari a 13.353 euro da un tale Viktor Kempf, un soggiornante ucraino in Canada.  
Questo utente avrebbe già venduto nell'ultimo anno 18.000 dollari di abbigliamento indossato nel campo di sterminio. Il signor Kempf, ha spiegato che ha proposto tali vendite perché gli oggetti hanno, secondo lui, il valore di "documenti", e voleva finanziare un progetto di lavoro storico. Ha anche escluso che lo abbia fatto per soldi perché “questo periodo della storia è stato terribile e non si dovrebbe dimenticare”.
Il quotidiano britannico in questione ha allertato EBay, che ha immediatamente rimosso gli oggetti contestati dalla vendita e ha offerto di donare  25.000 sterline (40.000 dollari canadesi) ad una organizzazione caritatevole.
Con un comunicato ufficiale, il sito di aste on-line ha fatto sapere che: "Non permettiamo le vendite di tale natura e migliaia di persone sono impiegate al fine di garantire le regole sul nostro sito web, utilizzando le ultime tecnologie per tenere traccia degli oggetti che non dovrebbero essere offerti in vendita”.
Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ancora una volta emergono le contraddizioni del commercio online, che avendo natura globale ed essendo il crocevia di milioni di transazioni, dimostra come sia difficile il controllo di ciò che viene scambiato.
Nel caso in questione è stata consentito il mercimonio della Shoah, uno dei momenti più atroci della storia per il quale non può essere neanche lontanamente permessa una mercificazione come se fossero oggetti di una qualsiasi collezione scambiabili tra privati.
Ci auguriamo, quindi, che non accadano più fatti del genere ed invitiamo Ebay, che realizza miliardi di utili all’anno nel mondo intero, ad incrementare la vigilanza sul proprio portale.

Fonte: comunicato stampa

CTP di Lecce, ai fini TARSU, i campeggi sono parificati alle civili abitazioni


Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti, segnala l’importante decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, fra le prime in Italia in materia, che ha parificato i campeggi alle civili abitazioni, come già avvenuto per gli alberghi, in materia di applicazione della TARSU.
La seconda sezione della commissione tributaria Lecce, presidente dott. Alfredo Lamorgese, Relatore dott. Pierluigi. D’Antonio, Giudice dott. Antonio Quarta, con la sentenza n. 353/02/2013 depositata il 25.10.2013, ha confermato la bontà delle doglianze dell’avvocato Maurizio Villani che difendeva il legale rappresentante di un campeggio sito nel Comune di Gallipoli, con particolare riferimento alla mancata corretta applicazione dell’articolo 68 del Decreto Legislativo 507/93 atteso che secondo una corretta applicazione della norma, il Comune jonico avrebbe dovuto applicare la medesima tariffa prevista per le civili abitazioni, con conseguente illegittimità del regolamento comunale e della relativa delibera delle quali il ricorrente aveva richiesto la disapplicazione.
A supporto di tale assunto si legge in motivazione che: “non si può negare, infatti, che il campeggio sia costituito da un’area ad uso abitativo per nuclei familiari, collettività e convivenze perciò in quanto tale, deve essere compreso nella stessa categoria delle civili abitazioni con conseguente applicazione della medesima tariffa”.
Ma v’è di più: “Nell’ambito di una struttura ricettiva, e soprattutto in un area destinata a campeggio è illogico pensare che vi possa essere produzione di rifiuti solidi urbani maggiore rispetto a quella di un esercizio alberghiero o di una civile abitazione”.
Nel caso di specie, i giudici tributari hanno annullato una cartella esattoriale del notevole importo di euro 39.040,88 richiesta a titolo di TARSU per l’anno 2010, disponendo la riliquidazione della tassa secondo il criterio della assimilazioni delle superfici destinate alle unità abitative del campeggio a quelle delle civili abitazioni.

Fonte: comunicato stampa 

sabato 2 novembre 2013

IL CONSIGLIERE REGIONALE ON. ANGELO CONSOLI INTERVIENE SULLA VICENDA DELL’UDC DI FALCIANO DEL MASSICO



Il gruppo dirigente dell’UDC di Falciano del Massico, nella sua totalità, ha deciso di interrompere ogni rapporto con il partito provinciale. Va detto - precisa il consigliere regionale Angelo Consoli - che la sezione  di Falciano, guidata dall’Avv. Maurizio Notardonato e da  numerosi amici, tutti di grande valore umano e politico, ha sempre lavorato con grande e disinteressato impegno, riportando in ogni tornata elettorale un consenso importante in termini numerici e di percentuale. E’ evidente – continua Consoli - da quanto si evince dai comunicati, che la decisione scaturisce in dissenso alla disarmante gestione politica provinciale, da scelte operate dalla segreteria provinciale impossibili da condividere da parte di chi vive e lavora sul territorio, impegnandovi soprattutto la propria immagine e dalla mancanza di conoscenza delle dinamiche che muovono le singole realtà locali, non disgiunta dall’assenza di attenzione verso le stesse e versi i singoli. Quello di Falciano del Massico – sottolinea il vice presidente della Commissione Attività Produttive del Consiglio Regionale della Campania -  è solo un esempio delle numerose situazioni di dissenso, più o meno esplicito, che si sono accumulate nei confronti dell’attuale gestione del partito. Pertanto desidero esprimere la mia comprensione per le ragioni che hanno spinto gli amici di Falciano, seppur con dolore e rammarico, ad assumere la decisione di lasciare il partito. L’invito – conclude Consoli -  è a restare uniti e di ragionare insieme per continuare l’impegno politico a difesa dei nostri valori per costruire un soggetto politico che, superando l’UDC, sappia restituire, in modo concreto, ai militanti la consapevolezza di essere protagonisti nella costruzione di una alternativa autenticamente popolare e solidale all’attuale confusa fase politica ed istituzionale, praticando le condizioni di parità e di considerazione per tutti.   


Sentire l’uomo, gustare Dio a Caserta il 12 novembre

PONTIFICIA FACOLTÀ TEOLOGICA
DELL’ITALIA MERIDIONALE
Sezione SAN LUIGI
Via Petrarca, 115 - Napoli
Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia
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Martedi 12 novembre, alle ore 17,30, presso la sala conferenze della Biblioteca della Diocesi di Caserta, in via Duomo 11, si terrà la presentazione di un libro suggestivo: “Sentire l’uomo, gustare Dio” (Cittadella Editrice, pp. 128 euro 12), di cui è curatrice Giuseppina De Simone, nota intellettuale italiana e docente di Filosofia presso la Pontificia Facoltà Teologica di Napoli.

L'incontro, condotto da Ilia Tufano, prevede un'introduzione di don Nicola Lombardi (direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose “S. Pietro” di Caserta, promotore dell'evento) e l'intervento del critico d'arte Giorgio Agnisola, al quale è dedicata una delle tre lunghe interviste in cui è articolato il libro: in dialogo con un sociologo, un filosofo e un critico d’arte, per esplorare il misterioso intreccio del sentire e imparare a dipanarne i fili, fino a coglierne l’intima connessione con la verità dell’uomo e del suo rapporto con Dio.

Impreziosiscono il volume – che si avvale di un'ampia e puntuale premessa – le vignette di un disegnatore d’eccezione che aiutano a riflettere ancora sui temi affrontati, con un linguaggio diverso, e con un pizzico di ironia.



Giuseppina De Simone (a cura)
SENTIRE L’UOMO, GUSTARE DIO
Un percorso di riflessione per recuperare l’ampiezza del “sentire”
e comprenderne la capacità rivelatrice
Cittadella Editrice, pp. 128 euro 12
Autori
Giuseppina De Simone, Pietro Pisarra, Paul Gilbert, Giorgio Agnisola, Sergio Ferraro

Giuseppina De Simone è docente di Filosofia della religione e di Etica generale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale - sezione S. Luigi, dove è anche direttore dell’Istituto di Filosofia. I suoi studi si muovono nell’ambito della fenomenologia e riguardano temi di confine tra filosofia e teologia.

Fonte: comunicato stampa

Allarme sbarchi di cannabis nel Salento. Sembra essere tornati a qualche anno fa, mentre nel silenzio dei media italiani, viene dalla Svizzera la notizia di un intero villaggio albanese intossicato dopo aver lavorato nelle piantagioni di canapa.


Mentre in Italia e nell’estremo lembo del Tacco sembra che non accada nulla, tanta è la routine dei continui recuperi o sequestri di quintali di cannabis imballata che approda sulle coste del Salento, addirittura dalla lontana Svizzera, giunge la notizia che quasi un intero villaggio nel sud dell'Albania ha richiesto l’aiuto medico a causa di sintomi di intossicazione acuta per aver lavorato  nelle locali piantagioni di cannabis. Sarebbero almeno 700, infatti, le persone, la maggior parte delle quali donne, affette da "grave interferenza da avvelenamento cannabis".
Un medico dell'ospedale della vicina città di Argirocastro, il dottor Hysni Luka, ha fatto sapere che le loro denunce sarebbero ovviamente connesse dal lavoro per l’impianto, la raccolta, pressatura e imballaggio della cannabis. Di conseguenza, tutti i pazienti avrebbero sofferto di vomito, dolore addominale, problemi cardiaci e pressione alta.
Secondo il medico sono stati coinvolti anche molti giovani e persino bambini tra le vittime.  Per le autorità dell’ospedale militare, circa il 40 % dei lavoratori nelle piantagioni sarebbero minorenni.
Il paese a circa 240 chilometri a sud della capitale Tirana è considerato il più importante produttore di hashish del paese. Secondo le autorità, circa 900 tonnellate di droga, vale a dire circa 4,5 miliardi di euro, vengono prodotte nella città vicino al confine con la Grecia, ogni anno.
Nel mese di agosto, la polizia ha arrestato 50 lavoratori stagionali sui campi di cannabis.  Due persone sono rimaste ferite in scontri a fuoco con le guardie armate.
E di tutto ciò se ne sa pochissimo o quasi nulla, nonostante tali fatti accadano a una distanza irrisoria dalle coste italiane e siano questioni connesse a traffici internazionali che vedono la Terra d’Otranto quale punto di passaggio quasi obbligato di tali attività criminali.
Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, se il  Salento è tornato prepotentemente ad essere il crocevia del traffico di cannabis - come dimostrano anche i mezzi utilizzati per veicolare la droga tanto che, superato il  più classico dei vettori marini veloci, il gommone, nei giorni scorsi sono stati scoperti trafficanti che si erano ingegnati ad utilizzare addirittura canoe di vetroresina trainate da veloci scooter d’acqua tanto è breve la distanza tra le coste della Terra d’Otranto da quelle albanesi - è necessario un grande sforzo congiunto da parte dei governi albanese e italiano per fermare alla fonte la produzione di canapa nel “Paese delle Aquile” e sostituirla con altre colture.
Tale attività di cooperazione internazionale, infatti, potrà evitare sia danni alla salute della popolazione locale che ai giovani italiani che sono diventati grandi consumatori di derivati dalla cannabis anche a causa della notevole riduzione dei costi connessa alla enorme quantità immessa sul mercato.
 Fonte: comunicato stampa