lunedì 28 ottobre 2013

Sostanza chimica pericolosa trovata in costumi da bagno. Lo ha dimostrato uno studio di Greenpeace

Sostanza chimica pericolosa trovata in costumi da bagno. Lo ha dimostrato uno studio di Greenpeace

Per gli amanti dell'acqua e dei bagni attenzione: Secondo uno studio di Greenpeace in Germania, alcuni costumi da bagno conterrebbero talune sostanze chimiche pericolose. Particolarmente sconvolgente è che le sostanze non sono stati rilevate solo negli articoli di basso livello, ma anche nei prodotti di produttori rinomati.
Lo studio presentato ad Amburgo proprio in data di ieri domenica 27 ottobre, l'organizzazione ambientalista ha testato tali accessori da noti produttori di articoli sportivi nei laboratori di chimica ed ha verificato la presenza di per-e polyfluorinated (PFC) e alchilfenoli etossilati. In più della metà dei campioni è stato trovato il PFC, anche quattro dei cinque campioni contenevano alchil-fenoli etossilati.
Il PFC secondo quanto rilevato da Greenpeace può compromettere la riproduzione e disturbare il sistema immunitario ed endocrino. Gli etossilati sono particolarmente dannosi per l'ambiente.  Questi tensioattivi non ionici sono usati per esempio nel tessile, per la lavorazione del cuoio e del metallo.  I loro prodotti di degradazione sono tossici, ironia della sorte, soprattutto per i pesci e altri organismi acquatici.
Lungi dal voler creare comprensibili allarmismi, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si unisce comunque all’appello di Greenpeace che ha richiesto ai produttori tessili, tramite l’esperto chimico Manfred Santen, di vietare comunque sostanze chimiche nocive dalla produzione. 
Non si tratta di qualcosa d’impossibile, perché molti di questi prodotti possono essere sostituiti nei processi produttivi da sostanze non pericolose o assai meno dannose per l’ambiente. Basti ricordare che alla fine del 1980, l'industria tedesca ha già deciso di rinunciare agli alchilfenoli etossilati nei detergenti, il che costituisce un possibile modello da seguire nell’immediato per i produttori di articoli sportivi.
 Fonte: comunicato stampa

domenica 27 ottobre 2013

Viaggiatori e turisti. Occhio: la top ten degli aeroporti più paurosi del mondo

Viaggiatori e turisti. Occhio:  la top ten degli aeroporti più paurosi del mondo

Lo “Sportello dei Diritti” da anni attento alla sicurezza dei turisti e dei viaggiatori è riuscito a reperire la lista degli aeroporti considerati i più spaventosi al mondo per le loro caratteristiche. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, una lista per i forti di cuore e da evitare per i viaggiatori meno ansiosi di rischi o che vogliono atterrare sul morbido.
Queste secondo il sito di viaggi Airfarewatchdog.com, sono le più spaventose piste aeroportuali di tutto il mondo. Dalle curve strette a venti estremi e la vicinanza alle autostrade ed edifici, di seguito riportiamo le 10 piste più emozionanti del mondo,

 1.  Sea Ice Runway, Antartide
Questa pista di ghiaccio è sterrata e potrebbe incrinarsi.  Qualche anno fa si scioglieva, così i voli dovevano essere annullati.  I piloti sono stati avvertiti di "evitare l’atterraggio troppo pesantemente e cercare di non affondare più di 25 centimetri nel ghiaccio".

 L'impegnativo Sea Ice Runway. 
 2.  Gibilterra (o Aeroporto Fronte del Nord), Gibilterra
 Secondo Airfarewatchdog.com, "ci si potrebbe sentire come se fossi a un passaggio a livello quando si viaggia attraverso Gibilterra."  La pista è accanto a una strada principale che conduce in Spagna.

 3.  Aeroporto di Madeira, Portogallo
 La pista corta costringe gli aerei a prendere una brusca virata dell'ultimo minuto sulle alte montagne.

4.  Aeroporto Internazionale di Ketchikan, Ketchikan, Alaska (USA)
 Pioggia battente, vento e una pista corta vicino alle montagne fanno di questa una corsa sfrenata.
 5.  Qamdo Bamda Aeroporto, Tibet
 Gli sbarchi sono fatte più severe in aeroporto a causa del fatto che è situata più di 4200 metri sul livello del mare.

 Qambo Bamba Airport. 
 6.  Narsarauq Aeroporto, Groenlandia
Pessime turbolenza, si trasforma a 90 gradi attraverso un fiordo e il rischio di iceberg nelle vicinanze rendono l’atterraggio difficile.
 7.  Juancho E. Yrausquin, Saba Island, l’unico aeroporto nell’omonima isola caraibica
Di solito, solo i piloti esperti riesco ad atterrare nel Juancho E. Aeroporto Yrausquin a causa dei forti venti e le montagne circostanti.

 8.  Kai Tak Aeroporto, Hong Kong
Questo aeroporto era così terrificante che è stato chiuso nel 1998.  Gli aerei sono stati costretti a volare molto basso su Hong Kong, al fine di raggiungere la pista di atterraggio, e dovevano fare una brusca virata per atterrare sulla pista.

9.  Eagle County Regional Airport, Vail, Colorado (USA)
L’esperto pilota David Cenciotti ha detto che "pista corta, alto approccio, e l’alto terreno circostante fanno di questo aeroporto un po' impegnativo".
10.  Matekane Air Strip, Lesotho
Secondo Airfarewatchdog.com ", la pista si trova alla fine di un burrone di montagna, così invece di decollare in aria come normali voli, gli aerei cadono lungo il lato di una scogliera fino a quando cominciano a volare".
 Fonte: comunicato stampa

I 25 paesi più 'intelligenti'. L'Italia si piazza all'11° post

I 25 paesi più 'intelligenti'. L’Italia si piazza all’11° posto

In quale paese sono più 'intelligenti' le persone? Questa è la domanda che si è posta il Business Insider Magazine che si è rivolto al dottor Jonathan Wai, ricercatore presso il dipartimento dedicato all'identificazione di talento della Duke University. Il professor Wai ha pertanto elaborato i dati per definire l'elenco dei 25 paesi per verificare dove le persone sono considerate più 'intelligenti'.
Questo studio si basava principalmente sui punteggi di valutazione del PISA 2009 dall'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (OCSE) e sui test effettuati dagli studenti di 15 anni d’età in lettura, matematica e alfabetizzazione scientifica. Secondo gli scienziati, questa valutazione è un buon indicatore di intelligenza generale.
Nell'elenco di Business Insider, la classificazione è fatta secondo due elementi. In primo luogo, la percentuale media di adolescenti in ogni paese che ha ottenuto le note migliori in questi test. In secondo luogo, il numero rispetto alla popolazione per stimare il numero di persone intelligenti del paese.
Dovrebbe essere notato che la Cina non è stato tenuta in conto perché queste prove sono state realizzate solo nelle grandi città e quindi non è stata valutata la stragrande maggioranza degli studenti del paese. Così, l'84% degli studenti secondari di Shanghai continua gli studi all'Università, mentre sono solo il 24% a livello nazionale.
Tuttavia, per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” la classifica è assolutamente parziale e non tiene conto della componente economica, e fa rilevare qualche dubbio nei risultati. La classifica dei paesi non sorprende essendo nazioni che godono di un certo livello di vita, difficilmente paragonabile con i paesi più poveri.

La Top 25(classifica basata sul numero di persone che fanno parte dell'elite e non sulla percentuale di successo) è questa:
Gli Stati Uniti
Una media di 1,7% come parte della "elite", o, in totale, 5.336.300 persone
Il Giappone
Su media, 4,05% parte delle 'élite', o 5.167.800 persone
La Corea del sud
Una media di 4,40% come parte delle 'élite', è 2.200.000 persone
La Germania
Una media di 2,60% parte delle 'élite', o 2.129.140 persone
La Francia
Una media di 2,20% parte delle 'élite', o 1.445.400 persone
Taiwan
Una media di 5.85% parte delle 'élite', o 1.365.390 persone
Il Canada
Una media di 3,10% parte delle 'élite', o 1.081.280 persone
La Russia
In media, 0,65% parte delle 'élite' o 932,750 persone
Il Regno Unito
In media, 1,4% come parte delle persone "d'elite", o 885.220
L'Australia
In media, 3,3% come parte delle persone "d'elite", o 748.440
L'Italia
In media, parte 1% delle 'élite' o 609,200 persone
La Polonia
Una media di 1,45% parte delle 'élite', o 558,830 persone
Singapore
In media, 9,10% parte delle 'élite' o 483,392 persone
La Turchia
Media, 0,65% parte delle 'élite', entrambi 481,000 persone
Hong Kong
Una media di 6,00% parte delle 'élite', o 429,300 persone
I Paesi Bassi
Una media di 2,55% parte delle 'élite', o 427,635 persone
Il Belgio
Una media di 3,45% come parte della "elite", o 384,330 persone
La Spagna
In media, 0,75% parte delle 'élite' o 354,525 persone
La Svizzera
Una media di 4,25% come parte della "elite", o 339,873 persone
Il Brasile
0,10% Come parte della "elite", o 198,700 persone in media
Repubblica Ceca
Una media di 1,80% parte delle 'élite', o 189,180 persone
La nuova Zelanda
In media, 4.1%, come parte delle persone "d'elite", o 181.753
La Svezia
In media, 1.90% come parte delle persone "d'elite", o 180.823
La Finlandia
Una media di 3,25% parte delle 'élite', o 175,955 persone
L'Austria
Una media di 1,7% come parte della "elite", o 143,854 persone
 Fonte: comunicato stampa

L'Italia è la più 'cattiva' in Europa. Per il nono anno consecutivo è il primo stato membro che ha omesso di applicare le norme UE

L'Italia è la più 'cattiva' in Europa. Per il nono anno consecutivo è il primo stato membro che ha omesso di applicare le norme UE e con più procedure d’infrazione aperte

Chi si occupa di diritti dei cittadini se ne accorge quotidianamente, ma forse per la gran parte degli italiani il fatto che per il nono anno consecutivo, l’Italia sia in cima alla lista in Europa per aver omesso di applicare le norme contro l'evasione fiscale e una miriade di altri requisiti UE, non viene neanche percepito a meno che quelle direttive, regolamenti e provvedimenti che promano dalle autorità europee e che non vengono attuate nel Nostro Paese non riguardino casi concreti.
Ad ogni modo martedì scorso, la Commissione europea ha pubblicato la classifica annuale degli Stati membri che riguarda la loro efficienza nell'applicare il diritto dell'UE e ha potuto confermare che l’Italia ha ben 99 procedure di infrazione aperte contro di essa, a seguire il Belgio al secondo posto con 92 infrazioni e la Spagna con 91.
Sorprende invece il fatto che i Paesi dell'Europa orientale in particolare le ex repubbliche sovietiche baltiche, siano i migliori a seguire le linee dell'Unione europea, con la Lettonia, con solo 20 casi contro di essa, seguita dalla Lituania con 22 e l’Estonia con 24.
Se la gran parte delle procedure riguarda il sistema del Fisco, l'Italia ha anche un caso di infrazione sulla discriminazione dei prodotti meno costosi del tabacco.
Nel 2012, rivela il rapporto, ci sono state anche 438 denunce fatte dai cittadini sull'approccio del paese alla "ambiente, giustizia e mercato interno e servizi",.
La UE, è noto, ha il potere di citare in giudizio gli Stati membri per violazioni delle norme presso la Corte di giustizia europea e chiedere sanzioni pecuniarie. Ciò vuol dire, spiega Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che per colpa dell’incapacità dello Stato di attuare le norme europee, gli italiani sono costretti a pagare fior fior di quattrini all’Europa.
Una relazione UE nel settembre ha, inoltre, rilevato che gli italiani sono i “peggiori” evasori fiscali dell'Unione.

Fonte: comunicato stampa

sabato 26 ottobre 2013

Cake Fest, successo a San Leucio del festival del dolce d'autore

"Anche nella giornata di domenica, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, sarà possibile visitare il Cake Fest ospitato nella cornice del Reale Belvedere di San Leucio. Il festival internazionale del dolce d'autore sta riscuotendo  un significativo successo di pubblico e l'interesse dei professionisti impegnati in un settore in piena evoluzione. E' la testimonianza di come il Complesso Monumentale si presti efficacemente ad essere una location per eventi che coniughino la qualità ad una proposta capace di produrre opportunità e un numero considerevole di visitatori".
Lo dichiara il sindaco Pio Del Gaudio che, con l'assessore al Turismo, Pasquale Napoletano, si è intrattenuto a colloquio con Cesara Buonamici, notissimo volto del Tg5 e suo vicedirettore, che ha curato a San Leucio il "Caffè con l'autore".

Fonte: comunicato stampa

La FDA autorizza l'uso di un nuovo farmaco contro l'epatite C. Il nuovo medicinale si chiamerà "sofosvubir"

La FDA autorizza l’uso di un nuovo farmaco contro l'epatite C. Il nuovo medicinale si chiamerà "sofosvubir" e promette maggiore efficacia e minori effetti collaterali rispetto alle terapie finora in uso

L’Agenzia governativa statunitense per gli Alimenti e i Medicinali, FDA, ha annunciato di avere autorizzato l'applicazione di un preparato contro l’epatite C dalle proprietà medicinali straordinarie. Il principio attivo del prodotto è denominato "sofosvubir" ed agisce più rapidamente e con effetti secondari meno rilevanti, rispetto alle terapie attualmente esistenti contro tale malattia.
Nel frattempo è intervenuto il Comitato per i Prodotti Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali che ha espresso delle  raccomandazioni sull’uso compassionevole del sofosbuvir per i pazienti che sono in lista di attesa o hanno effettuato un trapianto di fegato. E’ la terza volta che un programma di uso compassionevole viene valutato a livello dell’Unione Europea (UE). I programmi di uso compassionevole, istituiti a livello nazionale, hanno lo scopo di fornire a pazienti in pericolo di vita, affetti da malattia cronica o seriamente invalidante, che non hanno a disposizione altre opzioni di trattamento, l’accesso a cure che sono ancora in via di sviluppo e non ancora autorizzate. Ad aprile 2013, la società biofarmaceutica Gilead ha sottomesso una richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio per il medicinale sofosbuvir, attualmente in fase di valutazione da parte del CHMP. Nel frattempo, la Svezia ha richiesto il parere del CHMP sulle condizioni alle quali poter somministrare sofosbuvir in combinazione con altri medicinali, limitatamente ai pazienti sottoposti o da sottoporre a trapianto di fegato, prima della concessione dell’autorizzazione all’immissione in commercio.
L’infezione da virus dell’epatite C rappresenta una delle maggiori sfide in campo sanitario per l’Unione Europea. Colpisce tra lo 0,4% e il 3,5% della popolazione degli stati europei e costituisce la causa più frequente di trapianto di fegato nella UE.
Attualmente non esiste uno standard terapeutico per pazienti con infezione cronica da virus dell’epatite C in attesa di trapianto né per coloro che hanno già subito un trapianto di fegato. Per la maggior parte di essi, non esistono al momento terapie approvate. Esiste dunque un bisogno urgente di terapie per molti pazienti che sono attualmente in lista per il trapianto di fegato o che sono stati trapiantati al fine di prevenire la reinfezione del trapianto o di curare le infezioni ricorrenti da virus dell’epatite C dopo il trapianto. Raccomandazioni dell’Agenzia Europea dei Medicinali sull’uso compassionevole del sofosbuvir
Il parere del CHMP riguarda l’uso di sofosbuvir quando usato in un programma di uso compassionevole, per il trattamento di adulti con infezione cronica da virus dell’epatite C che sono anche:
inseriti in una lista d’attesa per trapianto di fegato (documentato) e che richiedono trattamento per prevenire fenomeni di reinfezione del trapianto con virus dell’epatite C;
oppure che sono stati sottoposti a trapianto di fegato e manifestano un’infezione aggressiva e ricorrente da virus dell’epatite C, risultante in una progressiva e invalidante epatopatia e che sono ad alto rischio di decesso o di insufficienza epatica per scompenso nei successivi 12 mesi, se non trattati.
L’obiettivo della valutazione e del parere del CHMP su un programma di uso compassionevole di un nuovo prodotto medicinale è di assicurare un approccio comune, ogniqualvolta sia possibile, ai criteri e alle condizioni d’uso nel quadro normativo degli Stati membri. Il parere fornisce raccomandazioni agli Stati membri europei che intendano istituire tali programmi e la sua attuazione non è obbligatoria. Oltre a descrivere la tipologia di pazienti che potrebbero beneficiare del medicinale, esso fornisce spiegazioni in merito all’utilizzo del medicinale stesso, nonché informazioni sulla sicurezza. Il documento contenente la valutazione di sofosbuvir e le condizioni di utilizzo all’interno di un programma di uso compassionevole verranno a breve pubblicate sul sito web dell’ Agenzia Europea dei Medicinali.
Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, occorre cautela, anche se i risultati sono molto incoraggianti e anche se, a parere del comitato di esperti dell'ente americano, il medicinale "rappresenta una novità storica che cambierà le regole del gioco nel trattamento della malattia".
 Fonte: comunicato stampa

PUGILATO – CLEMENTE RUSSO SI LAUREA CAMPIONE DEL MONDO DEI PESI MASSIMI. ZINZI: “CLEMENTE UN CAMPIONE VERO, OGNI VOLTA CI FA SENTIRE SEMPRE PIU’ ORGOGLIOSI DI APPARTENERE ALLA NOSTRA TERRA”.



“Faccio i miei più sinceri complimenti a Clemente Russo, che in Kazakhstan si è laureato campione del mondo dei pesi massimi. Ancora una volta Clemente si è dimostrato un vero campione, un esempio sul ring e nella vita, che ogni volta ci fa sentire sempre più orgogliosi di appartenere alla provincia di Caserta”. A dichiararlo è stato il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi.

“A Clemente, cui mi lega un’amicizia forte, rivolgo i complimenti di tutta la provincia. Da marcianisano, poi, mi permetto di sottolineare quanto la scuola di boxe di Marcianise continui ad essere la più grande fucina di talenti del mondo. In Kazakhstan, infatti, dobbiamo ricordare anche la medaglia di bronzo conquistata da Domenico “Mirko” Valentino, altro grande talento della scuola marcianisana. Anche a lui vanno le mie congratulazioni. Un plauso, infine, - ha concluso Zinzi - anche a Vincenzo Mangiacapre, Raffaele Munno e Vittorio Jahyn Parrinello: tre casertani che si sono fatti onore nel rappresentare l'Italia”.

Fonte: comunicato stampa