Applausi e consensi per
la due giorni di musica proposta dall’Associazione Culturale “Majeutica” che ha
suggellato l’XI edizione de “Allegro, Marcianise in Jazz” lo scorso week-end.
Protagonista di questa edizione il trombettista di fama internazionale Andrea Giuffredi che ha incantato il
numeroso pubblico presente nella splendida location del Palazzo della Cultura,
ex Monte dei Pegni sito in Via Duomo, dove l’artista di Parma ma milanese
d’adozione ha dominato la scena con un quartetto tutto campano. Al piano
infatti il napoletano Francesco Marziani, al sax l’eclettico beneventano
Vincenzo Saetta, al contrabbasso Antonio Napolitano di Pomigliano e alla
batteria Massimo Del Pezzo di Napoli. Per la prima volta “Allegro, Marcianise
in Jazz” è entrato a far parte del cartellone estivo degli eventi “Restate a
Marcianise”, dando il via proprio ad una serie di appuntamenti programmati fino
a settembre per chi resta in città. Presente anche una parte
dell’amministrazione comunale come il consigliere Antonio Golino, Tommaso
Acconcia, il presidente del consiglio comunale Antimo Rondello tra i tanti ed
ovviamente il sindaco Antonello Velardi con la vice Angela Letizia. Proprio il
primo cittadino nel suo intervento ha voluto sottolineare l’incanto creatosi
nell’atmosfera del Palazzo “E’ Marcianise ma sembra Spoleto – ha esordito
Velardi – posso essere orgoglioso di dire che mi sento come all’Umbria Jazz
grazie a questa manifestazione. E’ la testimonianza di ciò che di buono si sta
facendo e si vuole continuare a fare, questa è solo la prima di una serie di
iniziative programmate per l’estate e che sono state già ufficializzate con un
programma completo e dettagliato. Un grazie a Majeutica per l’impegno e la
collaborazione, un grazie a tutte le associazioni”. Ottimo successo quindi per
il concerto tenutosi venerdì, buona anche la partecipazione alla masterclass di
sabato che ha avuto un discreto numero di allievi di tutte le età e di vari
livelli di preparazione, una giornata a stretto contatto con l’artista per
lezioni teoriche e pratiche di gruppo ed individuali. Il grande maestro
Giuffredi si è diplomato in tromba nel 1985 presso il Conservatorio Nicolini di
Piacenza. Dal 1983 ad oggi ha suonato come prima tromba nelle principali
istituzioni lirico sinfoniche italiane, Orchestra RAI di Torino e Milano,
Teatro Comunale di Firenze, Teatro Regio di Parma, Teatro alla Scala di Milano,
Orchestra sinfonica Arturo Toscanini dell'Emilia-Romagna, Filarmonica Toscanini
suonando con direttori come Riccardo Muti, Zubin Metha, Seiji Ozawa, nelle più
prestigiose sale da concerto del mondo. Come solista ha suonato accompagnato da
I Solisti Veneti, dall'Orchestra Sinfonica Siciliana, dall'Orchestra Sinfonica
Arturo Toscanini, dalla Tirana Radio Symphony Orchestra, dalla Krasnoyarsk
Symphony Orchestra e dai Salzburg Chamber Soloist, interpretando la musica per
il cinema di Ennio Morricone, Nino Rota e brani classici prediligendo uno stile
melodico, cantabile all'italiana. Nel 2004 è stato invitato come solista
all'ITG International Trumpet Guild conferenza mondiale sulla tromba tenutasi
alla University of Denver negli Stati Uniti. Come didatta ha tenuto masterclass
in diverse parti del mondo, CTG China Trumpet Guild alla Nanchang University,
all'University of Denver negli Stati Uniti, al Tirana Conservatory (Albania),
al Conservatorio Centrale di Pechino, alla Lieksa Brass Week (Finlandia), al
Kalavrita Brass Festival (Grecia), e in vari conservatori in Italia. Ha suonato
come prima tromba al Pavarotti & Friends nel 2000 esibendosi con George
Michael, Luciano Pavarotti, Enrique Iglesias; nel 2006 ha suonato come prima
tromba nel tour diretto da Ennio Morricone con l'orchestra Filarmonica della
Scala; nell'ottobre del 2008 ha suonato in quartetto con Liza Minnelli alla
trasmissione di Rai Uno, “Porta a Porta” di Bruno Vespa su Rai1. Nel 2015 invece
ha suonato con Cesare Cremonini accompagnandolo nel suo lungo tour. Negli Stati
Uniti ha realizzato tre album CD per l'etichetta statunitense Summit Records. Dal
2009, come unico rappresentante italiano, è membro dell'ensemble internazionale
Ten of the Best ensemble formato da dieci trombettisti selezionati fra diversi
stati del mondo, con i quali nel novembre/dicembre 2009 effettua un tour in
Germania e Giappone suonando in prestigiose sala da concerto come Berliner
Philharmoniker e Tokyo Opera City. È docente di tromba presso l'Accademia
Internazionale della Musica di Milano, nonchè fratello del clarinettista
Corrado Giuffredi, poche settimane fa è stato a Lima in Perù per uno dei suoi
tanti concerti internazionali dove ha tenuto anche una masterclass così come
era successo a Taipei in Taiwan, a Kansas nello stato del Missouri in Usa tra i
tanti nel 2017. A completamento del gruppo al piano Francesco Marziani talento che ha partecipato a tanti festival Jazz
come Umbria Jazz, Tuscia in Jazz, Moncalieri in Jazz tra i tanti e collaborato
con artisti come Giovanni Amato, Alfonso Deidda, Daniele Scannapieco, Kenny
Baron, Bobby Durham, Jesse Davis solo per citarne alcuni. Al sax Vincenzo Saetta, eclettico sassofonista
che ha vinto nel 2008 il Waltex Jazz Competition a Perugia, poi nel 2009 il
Premio Nazionale delle Arti a Messina, Sezione Jazz, e il Barga Jazz 2009. Nel
suo percorso c’è anche una borsa di studio vinta al Barkley College di Boston,
però purtroppo non ha potuto completare gli studi lì, ma si è comunque
diplomato al Conservatorio di Benevento e poi ha frequentato il Siena
International Jazz Master. Ha conosciuto Danilo Perez e Steve Kuhn ma
addirittura Bobby Watson ha scritto le note di copertina del suo lavoro
discografico “Ubik” del 2012. Al contrabbasso Antonio Napolitano classe ’84 inizia gli studi con Guido Rosso, poi
con Francesco Nastro per improvvisazione approfondisce il linguaggio jazz con
Gianluigi Goglia. Ha vinto vari concorsi nazionali nel 2007 il “Chicco
Bettinardi” per nuovi talenti jazz, il premio “Jimmy Wood” nel 2006 ed il
Moncalieri Jazz nel 2008. Partecipazioni a tanti festival jazz italiani ed
europei, ha collaborato con jazzisti del calibro di Giovanni Amato, Pietro
Condorelli, Sandro Deidda, Jerry Popolo, Stefano Tatafiore e tantissimi altri. Alla
batteria ci sarà Massimo Del Pezzo classe
’85 diplomato al Conservato San Pietro a Majella di Napoli con il maestro
Maurizio Saggiomo, finalista con l’Eleonora Strino Trio del Lucca Jazz Donna
2011 e del Chicco Bettinardi del 2011. Ha partecipato ai seminari di Siena Jazz
ed Umbria Jazz ed ha collaborato con artisti come Alberto Marsico, Antonio
Onorato, Emilia Zamuner, Dario Deidda, Pino Iodice tra i tanti oltre ad aver
collaborato con Monica Hill, Jenny B e Katia Ricciarelli con la ‘900 Big Band. Sarà
quindi una due giorni intensa quella che l’Associazione Culturale “Majeutica”
offrirà alla città di Marcianise grazie alla direzione artistica del M° Domenico Birnardo docente di Tromba
presso il Liceo Musicale Statale “Terra di Lavoro” di Caserta e la Scuola Media
“Aldo Moro” di Marcianise. Ad aprire il concerto è stata la New Dolly Dixie Jass Band, ottimo lo
spettacolo offerto al pubblico che ha gradito mostrandosi caloroso e partecipe
con tanti applausi. La formazione composta da ben cinque “fiati” che si dedica
all’esecuzione del jazz degli ‘anni ruggenti’, con un approccio interpretativo
che riflette le tipiche atmosfere degli stili di New Orleans e Chicago del
Charleston, del Ragtime filologicamente rispettate nel timbro e nello spirito.
Il sound generale è però filtrato attraverso le esperienze musicali maturate
altrove dai singoli componenti. Ciò fa si che la Dolly Dixie Band eviti le
scorciatoie revivalistiche, traghettando il passato nel presente regalando così
momenti musicali particolarissimi e facendo rivivere magiche atmosfere
esattamente come cent’anni fa! Il gruppo è composto da Pasquale Posillipo al clarinetto, Domenico Birnardo alla tromba, Vincenzo
Saetta al sax, Franco Izzo al
trombone, Antonio Pascarella al
banjo, Christian Pagliarulo alla
chitarra swing, Vanni Miele al
contrabbasso, Massimo Del Pezzo alla
batteria. Una kermesse che ha confermato ancora una volta l’alta qualità ed il
gran livello raggiunto sotto il profilo musicale e dell’organizzazione. Già in
passato ha ospitato altri artisti internazionali del calibro di Fabrizio Bosso,
Nello Salza, Aldo Bassi, Flavio Boltro, Andrea Tofanelli e tanti talenti in
erba a testimonianza dell’ottima musica che questo festival ormai propone
annualmente.
martedì 4 luglio 2017
Sicme Energy e Gas sponsor di Sinfonie D’Autore.
La filosofia dell'azienda tra solidarietà e progetti di mobilità green
Tra gli sponsor del premio "Sinfonie D’Autore", dedicato alle eccellenze del panorama artistico culturale, diretto da Luana Ferraioli, che si terrà mercoledì 5 luglio, alle ore 21, all’Arena del Mare a Piazza della Concordia a Salerno, c'è la Sicme Energy e Gas, che sposa, anche questa volta, un progetto solidale. La manifestazione, promossa dall’Associazione culturale Lune Crescenti, ha infatti al proprio interno una lotteria di beneficenza istituita a favore della onlus Trame Africane. "La nostra società è vicina alle manifestazioni a carattere solidale e non potevamo far mancare il nostro sostegno. Per l'occasione illustrerò nel corso del Premio la filosofia dell'azienda, molta attenta al settore eco ambiente. Con la direzione della Confcommercio sarò sul palco per presentare il progetto Green life, ovvero un piano di mobilità elettrica della provincia di Salerno in joint con la Federalberghi", ha detto l'amministratore delegato della Sicme Energy e Gas, Pierluigi Punzi. L’iniziativa consiste nel creare una infrastruttura di ricarica elettrica di auto, moto e bike nella costiera amalfitana e quella cilentana, per consentire al turista di visitare le location a zero impatto ambientale. Tramite un’applicazione da scaricare sul cellulare si potranno conoscere le stazioni di ricarica più vicine, le auto a disposizione ed effettuare la loro prenotazione. Le colonnine saranno installate presso i parcheggi degli alberghi, con tempi di realizzazione molto veloci. La serata, ad ingresso gratuito, sarà presentata da Samantha De Grenet.
Ufficio Stampa Sicme Energy e Gas: tel. 089 761171 | mobile 339 7099353 | comunicazione@puracultura.it
Salerno, 4 luglio 2017
lunedì 3 luglio 2017
LA NOTIZIA DEL GIORNO

LA NOTIZIA DEL GIORNO
Aveva 84 anni. Dalla politica ai social: l’omaggio all’attore ligure
L'attore si è spento questa mattina alle 6. Era ricoverato da alcuni giorni in una clinica privata di Roma. Sessant’anni di carriera tra cinema, letteratura e musica. Ha recitato anche in pellicole drammatiche di Fellini e Olmi. Il Leone d'oro alla carriera nel 1992. Mazzamauro: “Fantozzi, l’unico che mi abbia amata”. L’omaggio di Sky Cinema e i messaggi di cordoglio.
Paolo Villaggio è morto questa mattina alle 6 all’età di 84 anni. Era ricoverato dai primi di giugno nella clinica privata Paideia di Roma dopo essere stato seguito anche dal policlinico Gemelli. Le cause della morte riguarderebbero complicanze del diabete "che ha curato poco e male", hanno spiegato i figli. La camera ardente sarà allestita probabilmente mercoledì mattina in Campidoglio. A seguire dovrebbe esserci una cerimonia laica, nel pomeriggio o la sera, alla Casa del Cinema di Roma. “Il mega presidente galattico”, i “92 minuti di applausi” contro la Corazzata Kotiomkin (nome fittizio per “La corazzata Potëmkin” di Ėjzenštejn), “Batti lei”, la "lingua felpata"… tantissime le espressioni entrate nel linguaggio quotidiano degli italiani. Con la scomparsa dell’attore e scrittore, diventato celebre per Fantozzi, si chiude una pagina della vita e dell’immaginario pop del nostro paese.
Paolo Villaggio ha rappresentato tante maschere dell’Italia. Certo: in primis il ragionier Ugo Fantozzi, tragicomico personaggio portato sul grande schermo insieme al regista Luciano Salce nel 1975. Un personaggio entrato nell’immaginario popolare, che ha incarnato tic, vizi e pose della piccola borghesia post-boom economico. Ma la sua carriera ha attraversato cinema (d'autore), musica, televisione e letteratura. Dalle collaborazioni con Fellini (“La voce della luna”, l’ultima opera del regista riminese), Ermanno Olmi (“Il segreto del bosco becchio”) e Lina Wertmuller all’amicizia e sodalizio con Fabrizio De André. Nato il 30 dicemnbre 1932, da padre siciliano e madre veneziana, Villaggio cresce come genovese doc. Il suo esordio nel mondo dello spettacolo coincide, infatti, con il testo della ballata “Re Carlo tornava dalla guerra” (di Fabrizio De André). All'inizio degli anni '60 Villaggio va a lavorare in fabbrica (una delle maggiori aziende europee di impiantistica). Intanto, svolge il suo tirocinio da palcoscenico con la compagnia goliardica Baistrocchi in cui si esibisce in esilaranti numeri da cabaret che gli serviranno da modello per le sue maschere diventate poi celebri: il travet timido, l'imbonitore aggressivo, l'eterno sconfitto.
Dalla televisione…
Poi sono arrivati gli anni della televisione. E le sue maschere hanno cominciato a raggiungere il grande pubblico. A Milano frequenta lo storico "Derby ma, grazie anche all’aiuto di Maurizio Costanzo che lo porta a Roma, comincia ad esibirsi a teatro e in radio. Da lì, il passaggio al piccolo schermo: "Quelli della domenica" (dove debuttano il Professor Kranz e il nevrotico Fracchia), "Canzonissima", "Gran Varieta'" alla radio. Sono gli ultimi momenti degli anni '60 che Villaggio fa suoi insieme ad ormai buoni compagni di strada come Enrico Vaime, Cochi e Renato, Gianni Agus, Ric e Gian. Nel '68 debutta al cinema con il misconosciuto "Eat it!".
Ma è negli anni 70’ che Villaggio comincia ad avere grande notorietà. E il merito va in parte alla creazione di un personaggio, il ragionier Ugo Fantozzi, che è entrato così profondamente nella cultura popolare italiana, da influenzare anche la lingua italiana (ad esempio, l’aggettivo “fantozziano” ormai inserito nei dizionari). Una maschera che inizia come invenzione letteraria (grande successo di vendite in libreria) e viene poi trasposta al cinema nel 1975per la regia di Luciano Salce e la produzione Rizzoli. Saranno alla fine 10 i capitoli della saga che porteranno il Ragioniere fino in Paradiso e oltre. Nel frattempo Villaggio è diventato un "nome" cinematografico alternando incursioni d'autore (con Monicelli per "Brancaleone alla crociate", con Gassman che ne fa la sua spalla preferita, con Pupi Avati all'esordio, e con Nanni Loy) e grandi successi di cassetta che si ripeteranno per tutto il decennio successivo, quasi sempre con la complicità di Salce, Sergio Corbucci, Neri Parenti. Una comicità “tragica” in grado di fondere ironia surreale, comicità classica, teatro dell’assurdo e satira, anche con riferimenti colti. Una poliedricità notata da tanti grandi autori del cinema italiano: a partire da Federico Fellini che gli dedicherà il suo ultimo film, "La voce della luna" in coppia con Benigni, Giorgio Strehler che lo porta a teatro con "L'avaro", Ermanno Olmi ("La leggenda del bosco vecchio" da Buzzati), Lina Wertmuller ("Io speriamo che me la cavo"), Monicelli ("Cari fottutissimi amici"), Gabriele Salvatores ("Denti"). Ma negli anni 90 comincia anche un periodo di problemi fisici e delusioni, anche politiche (lui che si era candidato con Democrazia Proletaria per le elezioni del 1987). Un riconoscimento tardivo arriva poi nel 1992, quando Gillo Pontecorvo gli conferì un inatteso Leone d'oro alla carriera (il primo mai dato a un comico); due anni prima Fellini gli aveva fatto vincere il David di Donatello come miglior attore (ne avrebbe vinto un secondo alla carriera nel 2009); infine il Pardo d'oro di Locarno nel 2000.
Tanti gli amici, collegghi ed estimatori che, nella giornata di oggi, lo stanno ricordando. Come Ricky Tognazzi. "Per il cinema italiano ha rappresentato un modello di rottura della canonica commedia all'italiana. Riusciva a raccontare le cose vere - ha detto - in modo molto sardonico e sincero". Ricky Tognazzi ha poi ricordato il forte legame che Paolo Villaggio aveva con il padre. "È stato il migliore amico di papà si volevano molto bene”. La figlia Elisabetta ha salutato il padre con un post su Facebook: "Ciao papà, ora sei di nuovo libero di volare”. Il messaggio è accompagnato da una foto in bianco e nero che ritrae Paolo Villaggio da giovane insieme ai figli. Tempo fa, in un messaggio su fb, la figlia Elisabetta aveva detto che Villaggio “era stato abbandonato dal cinema".
La signorina Silvani: “L’unico che mi abbia veramente amata”
Un ricordo ironico e intenso quello di Anna Mazzamauro, l’attrice che ha interpretato l’ “irraggiungibile” Signorina Silvani, l'impiegata vamp di cui il ragionier Fantozzi è innamorato. "È morta anche la mia giovinezza.Fantozzi è stato l'unico uomo che mi abbia veramente amato. Anna Silvani". Ha scritto l’attrice romana.
Il cordoglio sui social
Tantissimi i messaggi di cordoglio apparsi durante la giornata sui social network. A cominciare dal mondo sportivo, che ricorda la sua passione per la Sampdoria.
E poi ancora personaggi del mondo dello spettacolo come Mara Maionchi. Ma anche alte cariche istituzionali dello Stato.
Sky Cinema, speciale tributo a Paolo Villaggio
È un segno indelebile quello che l’attore ha lasciato e lascerà attraverso i suoi personaggi iconici, quasi viventi, e la sua vastissima filmografia comica di cui Sky Cinema propone un omaggio lungo una settimana. Da oggi 3 luglio a domenica 9 luglio, Sky Cinema Comedy trasmetterà in prima e seconda serata, tutti i giorni dalle 21.00, due lungometraggi con Paolo Villaggio: si parte questa sera con Io speriamo che me la cavo e Fantozzi – Il ritorno, si prosegue domani martedì 4 luglio con Le comiche 2 e Fantozzi 2000 – La Clonazione, mercoledì 5 luglio con Fantozzi in paradiso e Banzai, giovedì 6 luglio con Fantozzi il ritorno e Tre tigri contro tre tigri, venerdì 7 luglio con Fantozzi 2000 la clonazione e Palla di neve. La speciale programmazione proseguirà nel weekend con Io no spik inglish sabato 8 in prima serata, e una speciale maratona domenica 9 con tutti i film in onda dalla mattina alle 7.20 fino alla sera, e che in prima serata proporrà Il…Belpaese.
Già a partire da oggi 3 luglio, su Sky On Demand è possibile trovare una collezione dedicata a tutti i film proposti da questo speciale omaggio TV dedicato al grande attore. Tutti gli aggiornamenti e gli approfondimenti su skycinema.it e sulle pagine facebook e instagram di Sky Cinema @SkyCinemaIT e su twitter con #SkyCinema.
Di seguito il dettaglio della programmazione in onda su Sky Cinema da oggi lunedì 3 luglio a domenica 9 luglio in prima e seconda serata a partire dalle 21.00:
lunedì 3 luglio
IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO in prima serata (21.00) e FANTOZZI IL RITORNO in seconda
martedì 4 luglio
LE COMICHE 2 in prima e FANTOZZI 2000 – LA CLONAZIONE in seconda
mercoledì 5 luglio
FANTOZZI IN PARADISO in prima, BANZAI in seconda
giovedì 6 luglio
FANTOZZI IL RITORNO in prima, TRE TIGRI CONTRO TRE TIGRI in seconda
venerdì 7 luglio
FANTOZZI 2000 – LA CLONAZIONE in prima, PALLA DI NEVE in seconda
sabato 8 luglio
IO NO SPIK INGLISH in prima, IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO in seconda
domenica 9 luglio:
speciale maratona con tutti i film previsti dall’omaggio (a partire dalle 07.20) e IL…BELPAESE in prima serata e LE COMICH
Fonte: Sky Evening News
Le scene più belle dei suoi film
Gli esordiPaolo Villaggio ha rappresentato tante maschere dell’Italia. Certo: in primis il ragionier Ugo Fantozzi, tragicomico personaggio portato sul grande schermo insieme al regista Luciano Salce nel 1975. Un personaggio entrato nell’immaginario popolare, che ha incarnato tic, vizi e pose della piccola borghesia post-boom economico. Ma la sua carriera ha attraversato cinema (d'autore), musica, televisione e letteratura. Dalle collaborazioni con Fellini (“La voce della luna”, l’ultima opera del regista riminese), Ermanno Olmi (“Il segreto del bosco becchio”) e Lina Wertmuller all’amicizia e sodalizio con Fabrizio De André. Nato il 30 dicemnbre 1932, da padre siciliano e madre veneziana, Villaggio cresce come genovese doc. Il suo esordio nel mondo dello spettacolo coincide, infatti, con il testo della ballata “Re Carlo tornava dalla guerra” (di Fabrizio De André). All'inizio degli anni '60 Villaggio va a lavorare in fabbrica (una delle maggiori aziende europee di impiantistica). Intanto, svolge il suo tirocinio da palcoscenico con la compagnia goliardica Baistrocchi in cui si esibisce in esilaranti numeri da cabaret che gli serviranno da modello per le sue maschere diventate poi celebri: il travet timido, l'imbonitore aggressivo, l'eterno sconfitto.
Poi sono arrivati gli anni della televisione. E le sue maschere hanno cominciato a raggiungere il grande pubblico. A Milano frequenta lo storico "Derby ma, grazie anche all’aiuto di Maurizio Costanzo che lo porta a Roma, comincia ad esibirsi a teatro e in radio. Da lì, il passaggio al piccolo schermo: "Quelli della domenica" (dove debuttano il Professor Kranz e il nevrotico Fracchia), "Canzonissima", "Gran Varieta'" alla radio. Sono gli ultimi momenti degli anni '60 che Villaggio fa suoi insieme ad ormai buoni compagni di strada come Enrico Vaime, Cochi e Renato, Gianni Agus, Ric e Gian. Nel '68 debutta al cinema con il misconosciuto "Eat it!".
Costanzo: “Fantozzi lo ha reso scrittore”
…al cinemaMa è negli anni 70’ che Villaggio comincia ad avere grande notorietà. E il merito va in parte alla creazione di un personaggio, il ragionier Ugo Fantozzi, che è entrato così profondamente nella cultura popolare italiana, da influenzare anche la lingua italiana (ad esempio, l’aggettivo “fantozziano” ormai inserito nei dizionari). Una maschera che inizia come invenzione letteraria (grande successo di vendite in libreria) e viene poi trasposta al cinema nel 1975per la regia di Luciano Salce e la produzione Rizzoli. Saranno alla fine 10 i capitoli della saga che porteranno il Ragioniere fino in Paradiso e oltre. Nel frattempo Villaggio è diventato un "nome" cinematografico alternando incursioni d'autore (con Monicelli per "Brancaleone alla crociate", con Gassman che ne fa la sua spalla preferita, con Pupi Avati all'esordio, e con Nanni Loy) e grandi successi di cassetta che si ripeteranno per tutto il decennio successivo, quasi sempre con la complicità di Salce, Sergio Corbucci, Neri Parenti. Una comicità “tragica” in grado di fondere ironia surreale, comicità classica, teatro dell’assurdo e satira, anche con riferimenti colti. Una poliedricità notata da tanti grandi autori del cinema italiano: a partire da Federico Fellini che gli dedicherà il suo ultimo film, "La voce della luna" in coppia con Benigni, Giorgio Strehler che lo porta a teatro con "L'avaro", Ermanno Olmi ("La leggenda del bosco vecchio" da Buzzati), Lina Wertmuller ("Io speriamo che me la cavo"), Monicelli ("Cari fottutissimi amici"), Gabriele Salvatores ("Denti"). Ma negli anni 90 comincia anche un periodo di problemi fisici e delusioni, anche politiche (lui che si era candidato con Democrazia Proletaria per le elezioni del 1987). Un riconoscimento tardivo arriva poi nel 1992, quando Gillo Pontecorvo gli conferì un inatteso Leone d'oro alla carriera (il primo mai dato a un comico); due anni prima Fellini gli aveva fatto vincere il David di Donatello come miglior attore (ne avrebbe vinto un secondo alla carriera nel 2009); infine il Pardo d'oro di Locarno nel 2000.
Il commento del critico Gianni Canova
La figlia Elisabetta: “Ora sei di nuovo libero di volare”Tanti gli amici, collegghi ed estimatori che, nella giornata di oggi, lo stanno ricordando. Come Ricky Tognazzi. "Per il cinema italiano ha rappresentato un modello di rottura della canonica commedia all'italiana. Riusciva a raccontare le cose vere - ha detto - in modo molto sardonico e sincero". Ricky Tognazzi ha poi ricordato il forte legame che Paolo Villaggio aveva con il padre. "È stato il migliore amico di papà si volevano molto bene”. La figlia Elisabetta ha salutato il padre con un post su Facebook: "Ciao papà, ora sei di nuovo libero di volare”. Il messaggio è accompagnato da una foto in bianco e nero che ritrae Paolo Villaggio da giovane insieme ai figli. Tempo fa, in un messaggio su fb, la figlia Elisabetta aveva detto che Villaggio “era stato abbandonato dal cinema".

Un ricordo ironico e intenso quello di Anna Mazzamauro, l’attrice che ha interpretato l’ “irraggiungibile” Signorina Silvani, l'impiegata vamp di cui il ragionier Fantozzi è innamorato. "È morta anche la mia giovinezza.Fantozzi è stato l'unico uomo che mi abbia veramente amato. Anna Silvani". Ha scritto l’attrice romana.

Tantissimi i messaggi di cordoglio apparsi durante la giornata sui social network. A cominciare dal mondo sportivo, che ricorda la sua passione per la Sampdoria.
Paolo, sono addolorata, ti ricorderò sempre quando mi dicevi "cazzo come sei diventata vecchia"#PaoloVillaggio
Ricordo #PaoloVillaggio Talento comico straordinario ha insegnato a generazioni di italiani a riconoscere i propri tic
#PaoloVillaggio ci ha fatto ridere del peggio di noi stessi, smascherandolo e trasformando in comico il lato "tragico" della vita.
È un segno indelebile quello che l’attore ha lasciato e lascerà attraverso i suoi personaggi iconici, quasi viventi, e la sua vastissima filmografia comica di cui Sky Cinema propone un omaggio lungo una settimana. Da oggi 3 luglio a domenica 9 luglio, Sky Cinema Comedy trasmetterà in prima e seconda serata, tutti i giorni dalle 21.00, due lungometraggi con Paolo Villaggio: si parte questa sera con Io speriamo che me la cavo e Fantozzi – Il ritorno, si prosegue domani martedì 4 luglio con Le comiche 2 e Fantozzi 2000 – La Clonazione, mercoledì 5 luglio con Fantozzi in paradiso e Banzai, giovedì 6 luglio con Fantozzi il ritorno e Tre tigri contro tre tigri, venerdì 7 luglio con Fantozzi 2000 la clonazione e Palla di neve. La speciale programmazione proseguirà nel weekend con Io no spik inglish sabato 8 in prima serata, e una speciale maratona domenica 9 con tutti i film in onda dalla mattina alle 7.20 fino alla sera, e che in prima serata proporrà Il…Belpaese.
lunedì 3 luglio
IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO in prima serata (21.00) e FANTOZZI IL RITORNO in seconda
martedì 4 luglio
LE COMICHE 2 in prima e FANTOZZI 2000 – LA CLONAZIONE in seconda
mercoledì 5 luglio
FANTOZZI IN PARADISO in prima, BANZAI in seconda
giovedì 6 luglio
FANTOZZI IL RITORNO in prima, TRE TIGRI CONTRO TRE TIGRI in seconda
venerdì 7 luglio
FANTOZZI 2000 – LA CLONAZIONE in prima, PALLA DI NEVE in seconda
sabato 8 luglio
IO NO SPIK INGLISH in prima, IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO in seconda
domenica 9 luglio:
speciale maratona con tutti i film previsti dall’omaggio (a partire dalle 07.20) e IL…BELPAESE in prima serata e LE COMICH
Fonte: Sky Evening News
Ospedale di Caserta, il direttore generale Mario Ferrante ha presentato i suoi collaboratori
Presentati stamattina in aula magna dal
manager Mario Ferrante i nuovi direttori sanitario e amministrativo
dell'Azienda Ospedaliera di Caserta "Sant'Anna e San Sebastiano".
All'incontro hanno partecipato i capidipartimento e i responsabili di
importanti strutture del nosocomio.
Direttore sanitario è Antonietta
Siciliano, già sub-commissario ad Avellino, medico igienista e legale.
L'amministrativo è Gaetano Gubitosa, laureato in Economia, proveniente
dall'ospedale "San Giuseppe Moscati" di Avellino, dove ha diretto la
struttura economico-finanziaria.
Il direttore Ferrante ha voluto
pubblicamente ringraziare i due direttori uscenti per il lavoro svolto,
specificando che "i cambiamenti servono anche a dare uno slancio
ulteriore, quindi l'avvicendamento non è un giudizio sulle persone, questo chi
è impegnato nel top management sa che è così".
Lo stesso direttore generale, concluse
le presentazioni, ha voluto ribadire quanto già esposto in occasione del suo
primo incontro con i dipendenti: "Questa è un'azienda di alta
specializzazione e ha bisogno di crescere. I reparti devono aumentare
l'occupazione dei posti letto, devono avere più efficienza, più produzione.
Questo si potrà ottenere se ci sarà intensità in quello che si vuole, non con
la medicina difensiva. La strada è irta di ostacoli, qualcuno creato ad arte,
ma io ho il coraggio delle mie azioni. E chiedo a tutti la stessa ferma
volontà".
.
L’addetto stampa (Enzo Battarra
Comunicato Stampa Città di Caiazzo
CITTÀ
DI CAIAZZO
Provincia
di Caserta
Al via da domani martedì 4 luglio in città il
servizio di raccolta del vetro con il sistema “portata a porta”.
Su iniziativa dell’amministrazione comunale retta
dal sindaco Tommaso Sgueglia, di concerto con l’assessore all’Ambiente Arianna
Ponsillo, la ditta affidataria del servizio differenziata sull’intero
territorio comunale, provvederà al ritiro a domicilio anche di bottiglie ed
altri contenitori in vetro utilizzati dai caiatini all’interno delle rispettive
abitazioni ed attività commerciali ed artigianali.
Le famiglie residenti nel perimetro urbano, da
stamani potranno conferire, insieme alla frazione umida, anche il vetro purchè
lavato e pulito senza oggetti e materiali diversi, depositandolo nell’apposito
contenitore rigido o in bidoncini o in un secchio di plastica di max 20 litri,
all’esterno della propria abitazione, a partire dalle ore 22 del lunedì sera e
fino alle ore 6 del martedì mattina.
Per i locali commerciali, sarà possibile conferire
per 6 giorni la settimana il vetro munendosi di un bidone carrellato della
capacità 150/200 litri, implementando e potenziando così la differenziata che
rappresenta una delle principali conquiste dell’attuale maggioranza secondo
l’attuazione del programma di cui è delegata la presidente del Consiglio
Comunale Ella Sibillo.
Tra la tipologia di vetro che si potrà conferire,
figurano le bottiglie, i vasetti ed i barattoli, i contenitori in genere con
tappi svitati e vetri vari, , mentre sarà vietato lasciare nei bidoncini
lampadine, neon, oggetti in ceramica e pirex.
“La nostra Amministrazione di Caiazzo Bene Comune ha
fortemente voluto l’attivazione del servizio della raccolta del vetro ‘porta a
porta’ nell’ottica di migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini e,
nel contempo, per elevare gli standars della raccolta differenziata e, quindi,
tutelare maggiormente l’ambiente ed il territorio caiatino.
Contestualmente, abbiamo introdotto ulteriori novità
per il ritiro di altre tipologie speciali di rifiuti che comunicheremo nei
prossimi giorni, quali pannoloni, ingombranti ed altro ancora”, dichiara il
sindaco Tommaso Sgueglia.
Caiazzo,
03.07.2017.
Attenzione alle email “Avviso in merito a indebitamento” Si tratta di falsi messaggi ai danni dei contribuenti
“Avviso in merito a indebitamento”: è questo l’oggetto delle email che molti contribuenti si sono visti recapitare sulla propria casella personale di posta elettronica. Molti uffici toscani dell’Agenzia delle Entrate hanno ricevuto in queste ore numerose telefonate da contribuenti di tutta Italia preoccupati per la comunicazione ricevuta. Nella mail, infatti, sono riportati alcuni numeri telefonici “reali” degli uffici toscani.
L’Agenzia delle Entrate informa di essere totalmente estranea a tali comunicazioni, raccomanda inoltre di non dare seguito al loro contenuto e di non scaricare gli allegati della mail potenzialmente dannosi per il proprio pc.
Il testo della mail � Queste le parole utilizzate nella finta email “Egregio сontribuente, ci аffrettiаmo a informare che per il 3o trimestrе 2016 Lei ha debito сon dipаrtimеnto finanziario. In сaso di mancаtа estinzione di indebitamento еntro un trimestre dopo il ricеvimento di avviso sarеmo costretti а deferire le cаusа al precettare е compilare la cаusа di prelievo dеi fondi dаl personale conto bancario. Il numero del Suo atto № IT69119495 inserito nella comunicazione.”
Le segnalazioni dei contribuenti - L’email si conclude con l’indicazione di alcuni numeri telefonici, questa volta reali, relativi agli uffici toscani dell’Agenzia delle Entrate. Per questa ragione, dunque, i centralini sono stati contattati ripetutamente da contribuenti di ogni parte d’Italia per ricevere informazioni in merito.
Non è la prima volta che questo tentativo di truffa viene segnalato, in passato era già circolata una mail molto simile; il consiglio è di cestinare la mail e non aprire gli allegati.
Napoli, 3 luglio 2017
INIZIATA LA XXI EDIZIONE DELLA SETTIMANA BIBLICA
Con una folta
partecipazione è iniziata a Caserta la XXI edizione della Settimana Biblica che ha come tematica “Il Libro dell’Esodo”. “Che
bello una sala così piena è una grande gioia” così ha salutato gli astanti
Don Giuseppe De Virgilio docente di Esegesi del Nuovo testamento presso la
Pontificia Università della Santacroce a Roma. L’Esodo è una storia di liberazione, la storia del Signore che libera
il popolo d’Israele dalla schiavitù in Egitto – così è iniziato l’intervento
del vescovo Giovanni D’Alise – questo alla
luce di quanto succede oggi è un tema di
estrema attualità considerando che viviamo un clima di schiavitù, una schiavitù
che esiste in molti settori. Questa XXI settimana biblica non deve essere
vissuta solo per una questione d’etichetta, ma deve essere un incontro fresco
con il Signore che ci chiede di modificare la storia. Successivamente è
iniziata la prima relazione con don Federico Giuntoli, docente dei Esegesi dell’Antico
Testamento presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma, che ha
catturato subito l’attenzione degli intervenuti mettendo in evidenza come l’Esodo
sia il libro più complesso dell’Antico Testamento, poi don Federico ha
proseguito sottolineando come l’Esodo si componga di quattro tappe, la prima quella
della schiavitù, la seconda la Liberazione o uscita, la terza il cammino nel deserto e la quarta che
di fatto in realtà si trova nel Libro di Giobbe
l’ingresso nella terra promessa.
Particolarmente soddisfatto don Valentino Picazio direttore del Centro
Apostolato Biblico, ci sono partecipanti
provenienti da ogni parte d’Italia, per citarne solo qualcuno, don Giuseppe che
viene dalla Diocesi di Treviso, Ilda da Milano, Angela da Bologna, altri dalla
diocesi di Perugia fino ad arrivare a coloro che arrivano dall’Italia
meridionale, un’occasione per tutti per trascorrere una settimana residenziale
tra fede, arte e cultura biblica.
Iscriviti a:
Post (Atom)




