mercoledì 27 dicembre 2017

Da qualche parte, nel 2017 CARTOLINE Dal 2017


Qualche decennio fa, quando terminava l’anno, c’era l’abitudine di fare  bilanci: in tivù, sui giornali s’inseguivano maratone di fatti ( o eventi, parola amatissima oggi) di un anno ormai al suo termine.
In quel modo, ogni cosa aveva un senso e dunque faceva storia, ma oggi, che ogni evento, anche il più tremendo, fugge via dalla rete del tempo, nel tempo dell’ attimo fuggente, nessun bilancio viene tentato,  per  annientare la nostra storia e la coscienza.
Ciò che conta non è capire ma bruciare, la società bulimica  non riesce a soffermarsi su nulla e,  non cogliendo nulla, non ha più storia. Persino la “società liquida” di Bauman è preistoria, dal momento che oggi  la nostra  è una “società aeriforme”, virtuale e smaterializzata, col passaggio della  materia al suo ultimo stato, quello della volatilità.
Ma fare  il gioco della storia è assemblare un quadro del 2017 da qualche parte, tentare.
Iniziamo con un “evento” che non è del 2017 ma, in un certo qual modo, sì: la morte di George Michael il 25 dicembre del 2016, solo, il giorno di Natale,  il suo “last Christmas”. Come un “Pino Daniele” europeo, George ha segnato la “giovinezza europea” della generazione anni “60”. Era la voce calda dell’irrequietezza, della mutevolezza, delle tenebre, specchio di un millennio disilluso e cieco, parabola della vacuità dell’effimero, equazione del ricco fuori=infelice dentro.


Ma andiamo al 1 gennaio 2017,  capodanno: attentato al “Reina” di Istanbul: 39 morti e 70 feriti circa. Vola la notizia che l’attentatore era vestito da babbo Natale, ma in realtà erano due o tre ( dal racconto dei testimoni), attentato rivendicato il giorno dopo dall’ISIS.


Ma chi è quest’uomo? E’ l’attentatore del Reina. Eccolo, da terrorista a terrorizzato: Adulkadir Masharipov, uzbeko di 34 anni arrestato alla periferia di Istanbul  con il figlioletto di 4 anni. Che fine ha fatto? Nessuno ha saputo più niente di lui. Erdogan sicuramente lo avrà fatto processare regolarmente. E mentre il volto di lui pestato, con la mano di un poliziotto che gli stringe la gola, occupa solo per poco lo spazio delle notizie, noi siamo già distratti da ben altro. Poi, in luglio, i turchi cominceranno a protestare contro Erdogan, per altri motivi, ma nel calderone ci sta tutto.
La nostra Federica Sciarelli di “Chi l’ha visto” (erede del “Telefono Giallo” di Augias) dà per prima la notizia di un albergo in provincia di Pescara che la notte del 18 gennaio,  sarebbe sommerso da una slavina e dal quale partirebbero segnali di aiuto. E’ la tragedia di Rigopiano, che oggi nessuno ricorda (se non quando, a fine anno, un’inchiesta parla di responsabili  indagati) che ha tenuto sospesa l’Italia per tutto il mese di gennaio. Sembrava l’atmosfera della tragedia di Vermicino. Sotto la valanga vi erano delle persone: i pompieri eroi cominciano a scavare, la Guardia Alpina arriva sul luogo del disastro, isolato dal resto del mondo, in sci. E’ un evento straordinario di coraggio ed emozione. I giorni seguenti verranno estratte vive dalla neve 5 persone tra cui 4 bambini, la cui storia è una storia nella storia (chi vuole va a leggersela) ma alla fine, a Rigopiano vi saranno 11 superstiti e 29 morti e il resort bellissimo finito sotto la slavina resterà sotto i riflettori (cioè nei nostri cuori) fino a che non sarà stato trovato l’ultimo corpo.
Benissimo Federer, alla fine del gennaio 2017,  a 35 anni vince l’Open di Australia contro Nadal. Lui dice del rivale “E’ stato più bravo di me…il tennis non ha pareggio, a me sarebbe bastato anche quello”: questo è sport, signori, questi sono campioni!
Ma le stelle sono anche in cielo: ecco scoperti il 22 febbraio 6 esopianeti intorno a una stella. Un piccolo sistema solare a 40 anni luce da noi, con sei pianeti tutti rocciosi, e quindi, alcuni potenzialmente vivibili. La nostra nuova frontiera? O anche lì, alzeremo muri?
Intanto, il 21 febbraio, muore a Monrovia,  Salome  Karwah, coraggiosa infermiera liberiana che, durante l’epidemia di ebola, aveva lavorato con “Medici senza frontiere”, morta durante il parto della sua quarta figlia. Il marito accusa. “L’hanno lasciata morire per paura del contagio”, ma intanto il mondo la premia (da morta) con la copertina di “persona dell’anno” sul New York Times e la frase “Lei ha vinto il male ma non l’ignoranza”.



E, a margine, tra le notizie circolanti in quel periodo, ecco l’insignificante, breve notizia su una legge approvata  in Bangladesh sulla possibilità per le donne di sposarsi anche con meno di 18 anni. Una legge scandalo che serve agli uomini per legalizzare le loro violenze sulle spose bambine.
Ma non c’è tempo per rifletterci su, perché ecco che già un’altra notizia, sempre a margine, tra quelle poco importanti: la frana, il 12 marzo, nella discarica di Koshe, ad Addis Abeba, in Etiopia: una valanga di spazzatura che travolge i reietti della terra, (46 vittime, tra cui molte donne e bambini) che scavavano tra l’immondizia per mezzo euro al giorno, sotto il controllo di criminali locali (parlerà di questa discarica poi Gad Lerner nella bellissima inchiesta “Ricchi e Poveri”, puntata prima, del novembre 2017 rai 3) . Seguiranno a ruota, nell’indifferenza generale, altre due notizie analoghe di valanghe di rifiuti in una baraccopoli dello SriLanka e della Colombia).
E’ un’altra storia, ricca di suspence, ad appassionare: la caccia a Igor il serbo (russo, slavo, ucraino???) che ha ucciso un barista di Budrio (Bologna) e salvato la moglie che cercava di tenerlo lontano con una scopa: si sarà commosso, l’uomo di acciaio, davanti a una donna. Igor sarà arrestato in Spagna, in Aragona, a dicembre, dopo che avrà ucciso altre 3 persone. Ma la conferma che un cuore ce l’hanno anche i malvagi ci viene dalla rete di affetti che lo sosteneva, in primis la madre e la sorella.
Ogni tanto irrompono Trump con  Kim Jong, le minacce della guerra nucleare:  linguaggio in codice tra politici (machisti).
La primavera scoppia in Venezuela con le proteste degli studenti e i morti in piazza (Juan Lopez, 28 anni, leader studentesco giustiziato durante gli scontri a sangue freddo, ma 34 sono i morti ufficiali e oltre 300 i feriti)  contro la politica di Maduro. L’inflazione, l’instabilità politica sono gravi. Anche la chiesa gli è contro. . Molti italiani lasceranno Caracas a fine anno. Ma chi parla del Venezuela lontano? La Francia è più vicina e allora si parla del nuovo presidente Macron, bello e rampante, eletto in giugno che vince e stravince anche le elezioni legislative col suo “en marche” neo progressista, liberista, verde…
Ariana Grande canta al Manchester Stadio: è la tarda serata del 22 maggio.  Un attentato kamikaze fa 22 morti (tra cui bambini) e oltre 100 feriti. Rivendica l’Isis.  Intanto, a Berlino, la prima imam donna è una avvocatessa curda, Seyran Ates,  che fonda una moschea e dichiara:  Se  ai nostri ragazzi viene trasmesso un insegnamento errato del Corano, allora dobbiamo fare qualcosa. Se viene predicato odio, allora è necessario creare luoghi nei quali si predica la pace”. Ah. Le donne!
Notte del 14 giugno: la Grenfell Tower a Londra brucia e vi muoiono, tra i tanti,  i bellissimi giovani italiani Gloria e Marco. 45 autopompe, 24 piani, 250 vigili del fuoco. La causa: la torre era stata imballata in pannelli per renderla più bella nel quartiere. Peccato che, per risparmiare qualcosa, i pannelli fossero altamente infiammabili.
E arriva l’estate: il Vesuvio è in fiamme, il Gargano è in fiamme, Messina è in fiamme, la Francia è in fiamme. (E alla fine dell’anno anche la California).
Mosul è in fiamme, ma  Daesh,   lo stato islamico terroristico,  sarà combattuto per tutto il 2017 dalle forze della coalizione “cristiana” euro-americana-asiatica e abbattuto (quasi) dopo la resa di Mosul e Raqqa. E prima  Trump  aveva vietato  l’ingresso negli USA ai cittadini provenienti da sei paesi a maggioranza musulmana (Musilm Ban) e progettato il muro contro il Messico. 
Altri i muri, veri o metaforici, vengono alzati contro i migranti in Europa. Il 27 maggio a Taormina si tiene il G7, arriva una nave di migranti: i grandi della terra si precipitano ad aiutarli (NOOOO): la nave viene dirottata a Napoli. I poveri sono più adatti a capire i poveri.  Migranti continueranno a sbarcare per tutto il 2017 in Italia mentre un’Europa ipocrita e razzista finge di interessarsene, lasciando di fatto l’Italia sola o addirittura arrivando a incriminare le ONG che traversano il Mediterraneo di collisioni con gli scafisti libici: pagina penosa del neo colonialismo in salsa europea. Le nuove migrazioni sono qui, la tratta degli schiavi continua.

Il 17 agosto un attentato per la rambla uccide 13 persone tra cui 2 italiani  e il 1 ottobre con la sparatoria a Las Vegas che fa 59 morti e oltre 500 feriti. I numeri, dati e ripetuti, ci confondono e non aggiungono spessore ai fatti, al contrario,  dissolvono l’entità delle catastrofi.  
Ma è col referendum sulla secessione della Catalogna dalla Spagna  (1 ottobre) , inizia il capitolo politico forse più interessante di quest’anno. Interessante perché l’impresa indipendentista secessionista, nel corso della storia, ha visto molti tentativi e altrettanti fallimenti (il nostro nord Italia con la Lega, per esempio). Se la storia moderna è stata la storia della formazione delle nazioni e il 900 della nascita dell’U.E., fa strano sentire di una parte di uno stato che vuole vivere per sé. Non si capisce cosa voglia dire giacché siamo una sola cosa ormai, tutti. Nella sostanza. La politica della nazione è finita. Siamo nell’era della transnazione. Così i leader indipendentisti vengono arrestati e il presidente catalano Carles Piudgemont fugge a Bruxelles. La vicenda è, per ora, singolare. Ciò che colpisce è l’estrema imprevedibilità della storia: c’è qualcuno che crede nella democrazia e come già nell’ UK per la Brexit, e Renzi in Italia, la lezione ci dice che meglio essere prudenti con i referendum, non va tentato il leone che dorme e la gente è confusa.
Poi… chi la sbroglia la matassa? Chi ci perde la faccia? Chi è disposto ad andare fino in fondo? E per restare in tema, Trump riconosce Gerusalemme capitale di Israele  e l’ONU, votando contro, lo isola. Ma insomma…stiamo attenti a quello che facciamo.
Forse è meglio gioire per la pizza che diventa patrimonio intangibile dell’umanità.
E infine, le spoglie di Vittorio Emanuele III  e sua moglie Elena  che rientrano dall’Egitto  in Piemonte. I Savoia le vorrebbero al Pantheon. Ma lui non era fuggito, tradendo e lasciando l’Italia e gli ebrei italiani in mano ai tedeschi?
Ecco alcune tra le tante cartoline dal 2017.
 “Ai posteri l’ardua sentenza” disse Manzoni. La storia è di più di una sentenza. Non si fa storia così. Ma si cerca di ricordare. Perché la storia è ricordo.  Ricordo che riscatta la banalità del male.

ROSALBA LORETO









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