giovedì 19 gennaio 2017

LA NOTIZIA DEL GIORNO

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Recuperati 3 corpi, circa 30 dispersi: "Lì sotto i miei figli"

Lotta contro il tempo dei soccorritori per salvare gli ospiti dell’albergo abruzzese. Ma le speranze si abbassano: “Chiamiamo ma nessuno risponde”. Si temono molte vittime. Prefetto di Pescara: “In hotel anche dei bambini”. L’amico di un sopravvissuto: “Aspettavano lo spazzaneve per andare via”. Una coppia, i dipendenti, una famiglia: chi sono le persone che mancano all’appello

Tragedia senza fine in Abruzzo. Nella notte un’immensa slavina si è abbattuta sull’hotel Rigopiano a Farindola, sul Gran Sasso, spazzandolo via completamente. Al momento i soccorritori lavorano senza sosta, ma le speranze di recuperare qualcuno fra il personale dell’albergo ed i clienti, circa 30 persone, ancora intrappolate sotto le macerie sono ormai poche. Intanto tre corpi sono stati estratti da ciò che rimane del resort di lusso, mentre fortunatamente altre due persone sono state portate in salvo. Secondo il prefetto di Pescara, fra gli ospiti del resort ci sarebbero anche dei bambini. “Chiamiamo ad alta voce ma nessuno risponde” raccontano alcuni finanzieri, fra i primi ad arrivare sul posto con gli sci insieme alle guardie alpine. Intanto la Procura di Pescara ha aperto un'indagine. L'ipotesi al vaglio del pm Andrea Papalia, per il momento, è omicidio colposo.
Il dramma dei soccorritori
Il forte maltempo ha poi reso ancor più difficile l’intervento dei soccorsi. Ieri era impossibile raggiungere l’hotel con i mezzi e i primi uomini delle forze dell’ordine sono arrivati solo grazie alle pelli di foca montate sugli sci. “La situazione è drammatica, l'albergo è stato spazzato via, è rimasto in piedi solo un pezzetto", hanno riferito i vigili del fuoco. "Ci sono tonnellate di neve, alberi sradicati e detriti - hanno aggiunto - che hanno sommerso l'area dove si trovava l'albergo". Le  unità cinofile non rilevano nulla, dicono sempre i vigili del fuoco. "Ci sono tanti morti" avrebbe riferito all'ANSA il capo del Soccorso alpino abruzzese Antonio Crocetta, che da ieri sera si è messo in marcia insieme agli altri soccorritori sugli sci in quanto le strade di accesso all'albergo erano bloccate da due metri di neve, caduta negli ultimi giorni. La slavina si è staccata molto probabilmente a causa delle scosse di terremoto di ieri mattina.
Gentiloni: “Mobilitate tutte le istituzioni”
"Si è creata una "tenaglia senza precedenti" tra terremoto e maltempo e "di fronte a questa morsa tutte le istituzione dello Stato si sono mobilitate, civile e militari". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni a Rieti, alla Protezione Civile, nel quartier generale della Protezione civile, dove farà il punto sulla situazione dopo il sisma di ieri nelle zone già afflitte dall'emergenza neve. Jean Claude Juncker, ha espresso "le sue condoglianze al popolo italiano e alle famiglie e agli amici delle vittime" per "il terremoto che ha colpito l'Italia e la tragedia a Pescara". Lo ha detto il portavoce, Margaritis Schinas. Parlando a nome della Commissione ha aggiunto: "Vogliamo ribadire la nostra solidarietà con l'Italia in questo momento difficile, lodare i primi soccorritori e ribadire che siamo pienamente pronti a mobilitare tutti gli strumenti a disposizione per alleviare l'impatto di questo disastro".
Superstite: "Ho visto la montagna cadere"
"Mia moglie aveva mal di testa e aveva bisogno di una medicina che era in macchina. Allora sono uscito dall'albergo e sono andato in auto. Mentre tornavo verso l'hotel ho sentito rumori e scricchiolii e ho visto la montagna cadere addosso all'edificio. Ha travolto anche me, ma parzialmente. Ho visto gran parte dell'albergo ricoperto dalla neve". Questa la testimonianza di Giampiero Parete, superstite della valanga sull'hotel Rigopiano, affidata al datore di lavoro Quintino Marcella, il primo a ricevere la richiesta di aiuto. "Ho provato a entrare dentro - dice ancora Parete - ma ho rischiato di rimanere intrappolato; allora mi sono aggrappato ad un ramo e sono riuscito a tornare verso la macchina. Poi ho incontrato il manutentore dell'albergo e insieme abbiamo lanciato l'allarme. Dall'interno dell'hotel non ho sentito alcun rumore o movimento".
Ospiti pronti a partire
"Ieri sera ho ricevuto la chiamata di Giampiero alle 17.40. Mi chiedeva aiuto disperatamente. Diceva 'è caduto, è caduto l'albergo'. Mi sono attivato subito, ho chiamato i soccorsi. Sono stato in contatto con lui più di una volta, fino alle 23. Poi mi ha richiamato stamattina dicendo che l'avrebbero portato in elicottero a Pescara". A riferirlo è Quintino Marcella, ristoratore e datore di lavoro di Giampiero Parete. "Ho contattato tutti i numeri possibili", dice Quintino. "Giampiero e tutti gli altri ospiti dell'albergo avevano pagato ed avevano raggiunto la hall, pronti per ripartire non appena sarebbe arrivato lo spazzaneve. Gli avevano detto che sarebbe arrivato alle 15, ma l'arrivo è stato posticipato alle 19. Avevano preparato già le valigie, tutti i clienti volevano andare via", ha raccontato Marcella.
Geologo: “Enorme massa di detriti”
“È stata un'enorme 'colata di detriti' a travolgere l'hotel Rigopiano. Un fenomeno raro, che ha acquisito forza e velocità notevoli sotto la pressione della neve abbondante, dalla debolezza del terreno. Il terremoto lo ha innescato, come una miccia”. Questa la ricostruzione del geologo Gian Gabriele Ori, dell'università "Gabriele d'Annunzio" di Chieti. La forza della colata di detriti è stata tale da travolgere anche il bosco che si trovava dietro l'hotel. "Di solito - ha osservato l'esperto - i boschi resistono a slavine e valanghe", ma quello che ha travolto l'hotel è stato qualcosa di molto più violento. Sotto la pressione di almeno 3 metri di neve, accumulata nei giorni scorsi anche a causa del vento, il terreno indebolito dalle piogge ha ceduto e ha cominciato a scivolare portando con sé rocce e detriti. "Il terremoto - ha osservato Ori - è stata la miccia che ha innescato il fenomeno", anche se al momento non ci sono elementi per stabilire quale delle forti scosse avvenute in mattina abbia provocato il disastro. "Probabilmente tutto è iniziato come una slavina", ossia con il distacco di una massa di neve, che cadendo ha raccolto rocce e alberi, cominciando a scorrere su una superficie debole. Ad aumentare progressivamente la velocità ha contribuito la neve, che ha agito come un lubrificante. "In questo modo - ha spiegato ancora Ori - la slavina si è caricata di roccia, trasformandosi in un enorme flusso di detriti che, a grande velocità, ha travolto il bosco e poi l'albergo con una potenza distruttiva".
Sismologo: “Possibile collegamento con terremoto”
È stata una grande valanga provocata dal terremoto a distruggere l'hotel Rigopiano. Lo afferma all'Agi Antonio Piersanti, sismologo dell'Ingv. "Ancora non sappiamo bene cosa è successo perché l'hotel è stato raggiunto dai soccorritori da poche ore - dichiata Piersanti - ma alcune testimonianze indicano che la struttura dell'hotel potrebbe essersi spostata di alcuni metri e questo potrebbe indicare che insieme al movimento nevoso ci sia stato anche un movimento del terreno".

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