“Sia lodato Gesù Cristo non è un modo
di dire, ma è un modo di fare” con questa precisazione è iniziata
l’omelia di Mons. Giovanni D’Alise vescovo di Caserta, rivolta agli insegnanti
di religione nell’incontro per il conferimento del mandato educativo, che
si è tenuto nella Cappella del Seminario Diocesano in una partecipata
celebrazione eucaristica animata dalla Corale della Parrocchia SS. Salvatore di
Recale, poi ha continuato mons. D’Alise – mi rivolgo a voi cari colleghi, così
si è rivolto in maniera affettuosa ai docenti di religione, infatti – ha
precisato il Vescovo – io sono stato docente di religione per ben trentacinque
anni e nel contempo ho retto anche una parrocchia della diocesi di
allora. L’insegnamento è una missione e l’insegnante di religione prima di
vivere e conoscere deve essere, perché è attraverso l’essere che dimostra la
sua vera identità, poi nel ribadire la lettera di S. Paolo ai Filippesesi ha
sottolineato come in questa lettera si sente l’amor grande che l’apostolo porta
ai Filippesi, lettera in cui vi palpita il suo cuore con tutte le sue speranze
cristiane. Non illudiamoci oggi abbiamo spazio e tempo per tutti e per
tutto, eccetto che per il Signore. Poi ha messo in risalto come gli insegnanti
di religione devono essere veri cooperatori del Vangelo, quando entrano a
scuola – ha evidenziato D’Alise – gli insegnanti di religione,
devono avere un’etichetta precisa, ovvero quell’etichetta di essere cooperatori
del vangelo e con loro Gesù deve entrare in classe, lasciando le
problematiche personali sul cancello della scuola, facendo risaltare le tre
caratteristiche che devono contraddistinguerli, cioè, la famiglia, la scuola e
la parrocchia. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla
luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa
parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli
altri, soltanto attraverso uomini toccati da dio, Dio può far ritorno
presso gli uomini. Nel suo intervento il direttore dell’Ufficio per
l’Insegnamento della Religione, don Silvio Verdoliva, ha evidenziato come il
Vescovo D’Alise, nei prossimi incontri programmati, con la sua presenza e la
sua parola, rafforzerà e motiverà con il dialogo e il confronto le ragioni che
sostengono il nostro impegno culturale ed educativo, impegno che avrà momenti
di scambio e di arricchimento reciproco ed aiuterà a valorizzare il
servizio nel mondo scolastico. Gli insegnanti di religione devono
recuperare questa dimensione perché solo così possono veramente comunicare
l’insegnamento non solo come dottrina, ma come testimonianza di vita. Momento
particolarmente toccante è stato quando il vescovo uno ad uno a consegnato agli
insegnanti il testo Incontriamo Gesù, testo redatto dalla Commissione Episcopale per la dottrina della fede l’annuncio e la catechesi, frutto del lungo cammino svolto per delineare
gli Orientamenti per
l’annuncio e la catechesi in Italia, testo che vuole aiutare le nostre Chiese a cinquant’anni dal Concilio
Vaticano II, a quarantacinque anni dal documento di base e dopo
l’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, a rafforzare una
comune azione pastorale nell’ambito della catechesi e un slancio comune
nell’annuncio del vangelo.
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