venerdì 30 gennaio 2015

La palma della Curia Vescovile di Caserta, continua a vivere.

Curia Vescovile di Caserta

                                                                      
La palma della Curia Vescovile di Caserta, continua a vivere.

Unica superstite della coppia di palme da datteri, Phoenix Dactilifera, che nel 2002 provenienti dal Marocco come dono, furono messe nell’aiuola del cortile della Curia Vescovile di Caserta.
Una delle due palme, nel 2011 fu attaccata gravemente dal Rynchophorus F. (il punteruolo rosso), terribile sterminatore di palme; ormai irrimediabilmente compromessa  nonostante le cure  nel 2014 fu necessario l’abbattimento per preservare l’altro esemplare.
Per salvaguardare la palma rimasta, è chiesto l’aiuto al dott. Agr. Guido Olivieri dell’Ufficio Verde Comunale del Comune di caserta, esperto del settore.
Per ovviare agli alti costi di prevenzione e cura, necessari per attrezzature ed operatori, il dott. Olivieri si è rivolto ad una delle ditte più specializzate del settore endoterapico nella lotta agli insetti fitofagi.
La G.E.A., di Cristiano Scapini, già collaboratrice del Comune per la lotta alla Processionaria, è intervenuta sulla palma della Curia con la sua nuova metodologia “SOSPALM”.
Semplice, sicuro ed attuabile in proprio da chiunque, tale metodo ha bassi costi d’esercizio, provvedendo alla difesa delle palme contro il punteruolo rosso.
Il sig. Scapini, della G.E.A., ha voluto eseguire personalmente e gratuitamente il primo intervento sulla palma, istruendo il personale della curia al fine di operare in proprio per le successive cure.    
Oltre al primo intervento, la G.E.A. ha fatto dono alla Curia di Caserta, anche di tutta l’attrezzatura e dei fitofarmaci necessari per poter effettuare un intero ciclo annuale di trattamento preventivo, per la difesa della palma.

Un grazie alla G.E.A da parte della Curia Vescovile di Caserta a cui si associa il dott. Olivieri.


Fonte: comunicato stampa

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