Intervista Sen. Antonio De Poli (vicesegretario vicario UDC) ad AVVENIRE
Area Popolare: De Poli, Assemblea fondativa prima di Natale a Roma. Guardiamo ai moderati che non votano più.
Il senatore centrista 'regista' dell'unificazione dei gruppi
Area Popolare: De Poli, Assemblea fondativa prima di Natale a Roma. Guardiamo ai moderati che non votano più.
Il senatore centrista 'regista' dell'unificazione dei gruppi
(di Angelo Picariello)
Area popolare non sarà solo un gruppo parlamentare. Diventerà anche un nuovo soggetto politico, molto presto. Antonio DE POLI, portavoce e numero due dell'UDC annuncia un'Assemblea nazionale fondativa già prima di Natale: "Alle Regionali vorremmo essere presenti massicciamente e non c'è molto tempo".
Iniziamo però dal Parlamento, su che numeri potete contare?
Il processo che vede l'adesione di esponenti di Ncd, Udc e Popolari per l'Italia non si è ancora concluso. Le adesioni sono già circa 70 ma contiamo di poter raggiungere gli 80 a breve: c'è l'interesse anche da parte di alcuni esponenti di Scelta civica, Fi e anche M5S.
Detta così può apparire un'operazione di Palazzo, magari per contare nella corsa per il Quirinale.
In tal caso non avremmo grande fretta visto che per noi Napolitano deve restare, almeno fino a che lo riterrà e solo dopo si porrà il problema, non facile, di individuare un profilo politico di pari valore.
Invece?
Invece c'è un vuoto enorme di 9 milioni di voti moderati, che non si sentono rappresentati e rappresentano la componente più significativa dii quel 50 per cento, o anche più, che ora non va a votare.
A Roma leggendo le cronache di questi giorni, questa area è la grande assente, tra destra e sinistra coinvolte nelle inchieste.
Col senno di poi la crisi di rappresentanza che vive da alcuni l'area moderata nella Capitale si rivela un punto a favore, si potrebbe dire...
Esistono però peccati di omissione.
Area popolare non sarà solo un gruppo parlamentare. Diventerà anche un nuovo soggetto politico, molto presto. Antonio DE POLI, portavoce e numero due dell'UDC annuncia un'Assemblea nazionale fondativa già prima di Natale: "Alle Regionali vorremmo essere presenti massicciamente e non c'è molto tempo".
Iniziamo però dal Parlamento, su che numeri potete contare?
Il processo che vede l'adesione di esponenti di Ncd, Udc e Popolari per l'Italia non si è ancora concluso. Le adesioni sono già circa 70 ma contiamo di poter raggiungere gli 80 a breve: c'è l'interesse anche da parte di alcuni esponenti di Scelta civica, Fi e anche M5S.
Detta così può apparire un'operazione di Palazzo, magari per contare nella corsa per il Quirinale.
In tal caso non avremmo grande fretta visto che per noi Napolitano deve restare, almeno fino a che lo riterrà e solo dopo si porrà il problema, non facile, di individuare un profilo politico di pari valore.
Invece?
Invece c'è un vuoto enorme di 9 milioni di voti moderati, che non si sentono rappresentati e rappresentano la componente più significativa dii quel 50 per cento, o anche più, che ora non va a votare.
A Roma leggendo le cronache di questi giorni, questa area è la grande assente, tra destra e sinistra coinvolte nelle inchieste.
Col senno di poi la crisi di rappresentanza che vive da alcuni l'area moderata nella Capitale si rivela un punto a favore, si potrebbe dire...
Esistono però peccati di omissione.
Infatti una proposta politica che riprenda in mano la tradizione popolare non può che partire da Roma, anche alla luce delle terribile vicende che stanno emergendo. A Roma tra l'altro terremo la nostra Assemblea fondativa, probabilmente il 20 o il 21 dicembre, la prossima settimana lo annunceremo in una conferenza stampa.
Si era parlato anche di contatti con Raffaele Fitto, il cui dissenso dentro Fi non è per niente rientrato.
L'ascesa di Salvini mette Fi in una condizione molto difficile, che noi rispettiamo: con Fitto possono esserci contatti, ma i tempi non sono maturi. In ogni caso, noi siamo nel Ppe e siamo convintamente in Europa, per cui le posizioni alle Le Pen sono inconciliabili con la nostra, sebbene noi guardiamo con attenzione alle istanze federaliste e ad altri esponenti della Lega.
Si era parlato anche di contatti con Raffaele Fitto, il cui dissenso dentro Fi non è per niente rientrato.
L'ascesa di Salvini mette Fi in una condizione molto difficile, che noi rispettiamo: con Fitto possono esserci contatti, ma i tempi non sono maturi. In ogni caso, noi siamo nel Ppe e siamo convintamente in Europa, per cui le posizioni alle Le Pen sono inconciliabili con la nostra, sebbene noi guardiamo con attenzione alle istanze federaliste e ad altri esponenti della Lega.
Sui temi cosiddetti sensibili Fi e Pd sbandano spesso verso posizioni laiciste. Voi come vi porrete?
Saremo laici, non laicisti. Non ci metteremo di traverso sul riconoscimento dei diritti, ma se ci fosse il tentativo di introdurre dei simil-matrimoni faremo pesare i nostri voti, che al Senato sono ampiamente decisivi. Ncd ha già chiesto un chiarimento in Commissione Giustizia e con la costituzione del Gruppo potremo fare valere le nostre ragioni con più forza.
Saremo laici, non laicisti. Non ci metteremo di traverso sul riconoscimento dei diritti, ma se ci fosse il tentativo di introdurre dei simil-matrimoni faremo pesare i nostri voti, che al Senato sono ampiamente decisivi. Ncd ha già chiesto un chiarimento in Commissione Giustizia e con la costituzione del Gruppo potremo fare valere le nostre ragioni con più forza.
Fonte: comunicato stampa UDC
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