COMUNICATO
STAMPA
La sentenza della Corte di Assise di Firenze che ha
assolto Totò Riina in quanto mandante, istigatore e determinatore della strage è
stata per noi una doccia fredda, una decisione inaspettata che ci ha colti del
tutto di sorpresa. Pur nel rispetto della giustizia, che resta per noi baluardo
ultimo al quale aggrapparci per scoprire la verità sulla nostra vicenda, non
riusciamo a comprendere come si sia potuti giungere ad una sentenza di assoluzione
dopo la serie di elementi acquisiti per condannare il colpevole, il celere iter
processuale e la dinamica dei fatti, che a parere di noi “profani” della
dinamica giuridica non potevano che portare ad una sentenza di condanna.
Sia chiaro che noi non siamo alla
ricerca di un parafulmine, di un capro espiratorio che si faccia carico di
colpe non sue solo per dare una conclusione alla strage. Siamo nostro malgrado
confinati dalla storia in questo stranissimo limbo giudiziario in cui si
rischia di confondere la ricerca del colpevole con il colpevole a tutti i
costi. Noi siamo chiaramente alla ricerca
della verità e la nostra speranza è che il macchinoso sistema giudiziario
italiano, che in oltre trent’anni non ha
prodotto che colpevoli di secondo piano, continui nella ricerca dei mandanti,
che riesca a smascherare un sistema stragista che a questo punto non è stato
ancora individuato dalla magistratura.
Partendo dalla requisitoria del pm,
si costruisce un sistema articolato di interconnessioni tra mafia e politica,
tra mafiosi/pentiti e Riina dove la strage diventa veicolo di pressione sullo
Stato. Questo sistema dunque non esiste
più!? Si tratta solo di un gesto isolato
di un folle casualmente collegato alla cosca mafiosa più potente della storia
italiana che decide arbitrariamente di far saltare in aria un treno?!
Esiste l’appello e speriamo che se
ne faccia ricorso e che in quella circostanza si possa giungere a conclusioni
differenti.
La pazienza è la virtù dei forti ma
a questa aggiungeremo anche la perseveranza, perché la nostra battaglia
continuerà fino a che non verrà scritta la parola fine sull’intera vicenda.
La
Presidente
Rosaria
Manzo
Napoli, 15/04/2015
Fonte: COMUNICATO STAMPA
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