giovedì 16 giugno 2016

MACRICO E AREE VERDI DISMESSE, VENTRE: “IL PARCO DEVE AVERE UNA DESTINAZIONE ANCHE AGRICOLA PER UN SUO USO PRODUTTIVO ED ECOCOMPATIBILE.”



Il Macrico e le tante aree verdi attrezzate ma al momento inutilizzate saranno al centro dell’azione amministrativa per ottenere la loro rifunzionalizzazione e riapertura alla pubblica fruizione”.
A proporlo Riccardo Ventre che, in caso di elezione a Sindaco di Caserta, è pronto a mettere in piedi una serie di iniziative utili al recupero delle aree dismesse ubicate nel centro cittadino.
Da sempre sostengo che il Macrico debba avere una sua idonea destinazione, intorno alla quale si sono susseguite e si susseguono tante proposte che, pur nella loro validità, devono essere attentamente valutate in relazione ad una serie complessa di elementi, primo tra tutti la circostanza che l’area non è di proprietà del Comune.
Le ipotesi, ripeto tutte degne di attenzione, vanno dall’area verde al Parco dell’Aerospazio, passando per l’ipotesi assolutamente impraticabile della destinazione ad edificazione”.
Il candidato sindaco avanza un’ulteriore proposta:
Una destinazione ad area agricola del Macrico così da dar vita ad una versione migliorativa dell’originario utilizzo a verde del Parco che renda produttivo gran parte dello stesso e sostenga anche i costi di manutenzione necessari a garantirne la piena fruibilità nella sua interezza. Con un Comune in dissesto, sarebbe impossibile per le casse comunali garantire la gestione ed il decoro che merita ad un complesso di tali proporzioni.
Ipotizziamo l’impiego volontario di tecnici per rendere possibile una gestione partecipata e la attuazione di culture particolari, armoniche ed anche esteticamente compatibili tra loro; un Parco verde aperto al pubblico con punti di svago e di sosta, d’intesa con la Curia come sta avvenendo in alcune città italiane proprio con altrettanti beni della Chiesa. 

Analogo discorso andrà fatto per le tante aree dismesse dislocate sul territorio comunale, a partire da giardini, villette e piazze che oggi risultano abbandonate e talvolte chiuse per l’impossibilità del Comune di sostenere i costi di gestione e di manutenzione, e che devono essere restituite alla pubblica fruibilità”, conclude Ventre.

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