domenica 28 ottobre 2012

La Corte Costituzionale riconosce illegittima la ritenuta del 2,5% sul Tfr dei dipendenti pubblici e il Governo si adegua e riconosce le ragioni della lunga battaglia della UIL FPL .


Stop alla ritenuta del 2,5% sul Tfr dei dipendenti pubblici, in attuazione della sentenza della Corte Costituzionale che aveva bocciato la parte della manovra Tremonti del 2010 che estendeva il Tfr anche ai dipendenti pubblici. La notizia si legge nel comunicato di Palazzo Chigi pubblicato al termine dello scorso Consiglio dei ministri che "ha approvato un decreto legge, in attuazione della recente sentenza della Corte costituzionale n. 223 del 2012, che ripristina la disciplina del trattamento di fine servizio nei riguardi del personale interessato dalla pronuncia". 
 
Il decreto legge approvato dal Governo segna un’importante vittoria a favore di  Giovanni Torluccio, Segretario generale della UIL FPL, in quanto, sin dall’approvazione della Manovra Tremonti, ha sempre sostenuto l’illegittimità della  suddetta trattenuta, operata in violazione del principio di parità di trattamento retributivo rispetto al settore privato.
La UIL-FPL aveva difatti  provveduto, fin dal gennaio 2011,  ad effettuare numerose diffide e ricorsi nei confronti dei datori di lavoro pubblico su tutto il territorio nazionale (ad oggi già 43 ricorsi pilota), sommergendo parallelamente  le sedi provinciali di tutta Italia dell’INPDAP (Istituto previdenziale interessato) di migliaia di diffide ad effettuare la trattenuta, fino a giungere alla richiamata sentenza della corte costituzionale, recepita poi dal governo, la cui applicazione si traduce in un vantaggio economico nelle buste paga dei lavoratori pubblici fin dal prossimo mese di novembre.

"E´ la giusta conclusione di un percorso - ha detto Paolo Diana, segretario provinciale di Caserta della UIL FPL - a cui molti, all´epoca, non hanno creduto. La sentenza della Corte Costituzionale premia il difficile lavoro, molte volte svolto dietro le quinte, delle strutture periferiche del sindacato, a favore di una categoria molto spesso discussa e maltrattata".
 
Fonte: comunicato stampa

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