E’ possibile
fuggire dalla camorra, per avere una vita da uomo onesto pur essendo figlio di
un boss? Nascere in terra di Gomorra è una condanna a vita? Con coraggio ci si
può ribellare. Con coraggio “Si può fare”. Sarà direttamente il protagonista di
questa incredibile storia, Luigi Di Cicco, insieme al giornalista Michele
Cucuzza, a testimoniare dal vivo agli studenti del liceo ‘Manzoni’ di Caserta,
il prossimo 13 maggio, alle ore 11, di
come scegliere una vita migliore non solo è possibile ma è anche la via più
semplice per sfuggire ad una esistenza fatta di fuga, carcere e sangue. Storia
incredibile che giunge dritta da Lusciano, paese dell’hinterland aversano, dove
Luigi è nato e cresciuto, messa nero su bianco in “Gramigna. Vita di un ragazzo
in fuga dalla camorra”, il volume edito da Piemme, scritto a quattro mani da Di
Cicco e Michele Cucuzza. Alla presentazione del libro, che si terrà dell’aula
magna del ‘Manzoni’, promotore dell’iniziativa insieme all’associazione “Si può
fare”, coniata dai due autori, interverranno anche il registra Sebastiano Rizzo
(che ha deciso di mettere in pellicola la storia di Luigi Di Cicco); Ornella
Riccio, magistrato di Sorveglianza del Tribunale dei Minori di Napoli; Paolo
Miggiano della Fondazione Polis. I lavori saranno moderati dalla giornalista
Teresa Gentile. A fare gli onori di casa e ad introdurre i lavori, sarà la
preside Adele Vairo che tenacemente porta avanti da anni un percorso di
educazione alla legalità, così come testimoniano le numerose iniziative tra cui
la realizzazione del cd “Radio camorra”, approdato anche presso la Presidenza
della Repubblica. Ma chi è Luigi Di
Cicco? Luigi è figlio d’arte. Suo padre è un boss della camorra, un pezzo
grosso, uno di quelli che contano nell’aversano. Dalle sue parti, con quelle
credenziali, potrebbe essere padrone incontrastato. Ma lui non ne vuole sapere.
Troppo vivo e amaro il ricordo degli anni di infanzia, con il padre sempre in
galera e la geografia imparata andando in visita nelle carceri di massima
sicurezza in tutta Italia, con i Natali a toni smorzati, solo con donne e
cugini, perché tutti gli uomini della famiglia o erano latitanti o in prigione.
Quando le irruzioni all’alba della polizia o i
parenti morti in agguati non li vedi sullo schermo ma li hai in casa, puoi
crescere senza poterne fare a meno, o cercare di starne lontano il più
possibile. Luigi ha scelto la seconda strada, dicendo tanti no, poi qualche sì,
poi ancora no no no, fino a costruirsi una vita pulita e dignitosa.
Questo vuole dire ai figli di Scampia e a
tutti gli altri, una vita diversa è possibile, ed è molto più bella.
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