martedì 18 giugno 2013

Mariastella Eisenberg al Citicafè


Venerdì  21 giugno 2013 alle ore 18.00 avrà luogo  presso il Citycafé dell’Hotel City Caserta in viale Carlo III n. 81 a S. Nicola La Strada nella sala Andrea Matteo Acquaviva II Principe di Caserta, a cura delle  Associazioni “Centro Studi Storici 1° Ottobre 1860”, “Centro Cultura Meridiana”, “Società delle Lettere, delle Arti, delle Scienze”, “Associazione Le Stelle” e “Giuseppe Vozza Editore “ la presentazione dell’ ultima opera di Mariastella Eisenberg, “Cantico nella parola svelata”, una silloge poetica molto intensa e particolare non solo nel contenuto ma anche nella proposta editoriale. E’, infatti, un testo per così dire “ibrido”, ovvero i versi sono corredati da fotografie che ne sottolineano di volta in volta le tematiche; l’autrice si è avvalsa dell’opera di tre noti fotografi casertani, B. Cristillo M. Ferrara e G. Izzo, e sarà affiancata da Lia Giaquinto, Giuseppe Santabarbara e Gerardo Zampella  che discuteranno con lei sul tema dello svelamento della parola poetica. La nudità, come puntualizza la preziosa nota d’arte di Bruno Galluccio, è per la poesia necessità e rischio, e la Eisenberg – spinta dalla necessità/urgenza interiore – corre coraggiosamente il rischio di proporre una poesia in cui non indulga né ad orpelli né ad inutili estetismi Un testo rigoroso, quindi, in cui una consapevole osservazione del mondo nel suo divenire viene offerta al lettore per trarre riflessioni e spunti; questi ultimi non sempre dolenti – comunque – perché non mancano né momenti di speranza né motivi di ironica demistificazione del reale. E d’altra parte in una sintetica quanto pregnante nota dell’autrice stessa all’inizio del testo, è ella stessa a introdurci in gran parte nel vivo del suo messaggio: “…le parole espropriate del senso comune svelano un ignoto compresso e umiliato nel significato consueto”. Da qui parte lo scandaglio che affonda nella molteplice nudità delle cose, in una sorta di monologo-dialogo che cerca risposte non sempre a portata di mano per nessuno: e comunque, anche se “sembrava un deserto, ecco una ginestra”, come sostiene Silvio Perrella nella sua prefazione, che egli stesso ha intitolato “Invocazioni”.L’opera risulta organica e coesa nel corpo della poetica della scrittrice, collegata come appare alla sua precedente raccolta, “Alfabetando”, del 2011 dove il tema dell’essenzialità della parola già era al centro della silloge, ed era coniugata con diversa originalità compositiva, pur essendo stilisticamente vicina.

 

 

 

 

 

 

 

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